Martina boccia Orfini «Il Pd non si scioglie Noi teniamo botta»
Il segretario nazionale ospite alla serata finale della festa «Ci vuole un congresso di profondità, non di superficie»
«Com’è che dite qua? “Tin bòta”… l’ho detto bene? Perché da me è “tin dùr”». Un Maurizio Martina in versione “resistente” ha chiuso ieri sera la festa provinciale del Pd di Ponte Alto, rilanciando l’idea del congresso che si chiuderà a gennaio e bocciando senza appello l’idea del presidente Matteo Orfini, che aveva proposto lo scioglimento del partito.
Un incontro che ha registrato il tutto esaurito al PalaConad - oltre 500 i presenti, anche se l’ex segretario Bersani aveva sfondato quota mille - e che ha visto l’ex ministro dell’Agricoltura dialogare con il segretario provinciale Davide Fava e con il regionale Paolo Calvano. E a tirare le somme della festa è stato proprio Fava: «Doveva essere una festa resistente - ha detto - e in effetti quest’anno non ci ha fermato niente, nemmeno la… tradizionale tempesta del 6 settembre. Adesso dobbiamo ripartire: dobbiamo farlo da un congresso fondamentale, il più importante di sempre, e dal coraggio e dai sorrisi dei volontari». E a chi pensa a un cambio di nome, il segretario provinciale replica ricordando che «se dovessi pensare a un aggettivo per il mio partito, penserei senza dubbio a “democratico”».
Concetti ribaditi anche da Calvano, che ha puntato il dito contro «un governo che ha solo una cosa in testa: disfare tutto quello che ha fatto il Partito democratico, come una Penelope moderna. Ora chiedo solo una cosa: che quello che faremo sia un congresso educato, basta darci addosso gli uni con gli altri. E se proprio ci dobbiamo invitare a cena - ha chiuso il segretario regionale alludendo all’invito dell’ex ministro Calenda a Renzi e Minniti - facciamolo dal vivo, non con un tweet che poi diventa il principale argomento di conversazione di tutti».
La parola è quindi passata al segretario nazionale: «Una prima informazione fondamentale - ha detto Martina - noi non ci sciogliamo, ma rilanciamo la sfida democratica esattamente nel solco delle parole che prima Fava e poi Calvano hanno usato stasera qui a Modena. Dobbiamo tenere botta e superare le difficoltà di questo momento per rilanciare la sfida democratica verso il futuro del Paese, mentre una destra pericolosa ci ha fatto capire di che pasta è fatta. Una destra che ha cambiato pelle, pericolosa perché quando governa cerca soprattutto il nemico, cerca di disfare quello che si è creato prima».
Martina ha quindi chiuso sul congresso, ribadendo che il percorso partirà a breve, con l’obiettivo di chiudere a gennaio: «Ci vuole un congresso di profondità, non di superficie». —
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