Modena, un piercing nel labbro della giovane bruciata
L’ornamento metallico trovato con l’autopsia: è un elemento chiave per identificarla. S’indaga nel giro delle “lucciole”
MODENA. Un piercing inserito al lato del labbro superiore. Il piccolo ornamento di metallo era sicuramente un elemento distintivo nel volto della ragazza e quindi ora può diventare fondamentale per arrivare alla sua identificazione. Anzi, è l’oggetto più importante finora trovato ricollegabile al corpo carbonizzato abbandonato l’1 o il 2 settembre tra il fogliame in fondo allo squallido ritrovo per incontri promiscui e di prostituzione vicino ai laghetti Vivinatura a San Donnino.
Di quel corpo bruciato e ischeletrito finora non si sapeva nulla: era nudo e nella zona intorno i carabinieri della Scientifica non hanno trovato nulla di significativo. Ora c’è un piercing. È stato trovato sul labbro carbonizzato nel corso dell’autopsia condotta all’Istituto di Medicina Legale lo scorso fine settimana. Si tratta di un oggetto che allarga l’orizzonte di questa indagine partita in salita. L’ottimismo di investigatori dei Carabinieri e di chi lavora al caso coordinato dal pm Claudia Natalini adesso ha un fondamento concreto, anche se la Procura, i carabinieri e la Medicina legale mantengono stretto riserbo.
Ricapitolando il poco che si sa: la vittima era una donna, era giovane, è stata abbandonata nuda e aveva un piercing. È già qualcosa. I carabinieri stanno completando un data base di persone scomparse. Ma stanno anche interrogando tutte le giovani prostitute di Modena e di altre città limitrofe: il corpo è stato trovato a pochissima distanza dal casello di Modena Sud. Le “lucciole” della zona del Tempio oppure d viale Piave e di altre zone frequentate abitualmente potrebbero riconoscerla e quindi sapere il suo nome.
Il suo assassino è arrivato a bruciare il cadavere per non farla identificare, ma c’è la possibilità che si arrivi presto a un’identificazione e ad altri risultati importanti per un’indagine che poteva apparire avviata verso un vicolo cieco ma che non lo è, grazie all’abilità di chi indaga.
Altri elementi importanti arriveranno - questo però tra mesi - sia dalle analisi di laboratorio dei Ris di Parma che dalle analisi del Dna attraverso i campioni biologici prelevati sempre durante l’autopsia, sia dai capelli che dalle ossa. Infine, i capelli potrebbero accendere altre spie di grande interesse sulla ragazza, dato che conservano tracce dei medicinali o di eventuali droghe utilizzate.
Insomma, il lavoro investigativo è in pieno svolgimento e potrebbe riservare novità già nei prossimi giorni. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
