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Poesia Festival, una riserva di verità per sette giorni di cultura in versi

Michele Fuoco
Poesia Festival, una riserva di verità per sette giorni di cultura in versi

Il direttore scientifico Roberto Alperoli illustra tutti gli appuntamenti di un’edizione straordinaria ospitata a Modena e nei comuni delle Terre di Castelli

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MODENA. Ben strutturato e di elevata qualità è il Poesia Festival di quest’anno. Quattordicesima edizione con tanti nuovi personaggi. «Solo quattro (Magrelli, Candiani, Frabotta e Scabia) - dice il direttore scientifico Roberto Alperoli - ritornano nelle Terre di Castelli. Gli altri, pur avendo percorsi consolidati, vi giungono per la prima volta».

Qual è la forza della manifestazione?

«Il festival si è proposto nel tempo in modo familiare e autentico, aiutato dal fatto che gli appuntamenti si svolgono in luoghi piccoli e accoglienti e ciò facilita la comunicazione. Poesia non in forma accademica ma colloquiale, comprensibile, umana. Si stabilisce un rapporto con gli ascoltatori, comunicando l’idea che la poesia è una riserva inesauribile di verità, un patrimonio che riguarda tutti. Quando è possibile inseriamo una componente musicale o recitativa».

Cosa ha portato Poesia Festival nelle Terre di Castelli?

«Un’autostima maggiore per la consapevolezza di ospitare un evento poetico che molti considerano il più importante in Italia. Un appuntamento che ha messo radici anche nelle scuole. In programma anche laboratori per bambini delle elementari e medie».

Festival a tutto campo…

«Credo che serva un’alleanza tra vivi e morti per provare ad opporci all’ignoranza contemporanea. Non è detto che i vivi abbiano più cose da dire che i morti. Per questo invitiamo tanti poeti e costruiamo appuntamenti con i morti (Neruda, Rimbaud, Saba, il nobel irlandese Seamus Heaney) che continuano a vivere con le loro opere. Tanto spazio ai giovani: stasera c’è a Spilamberto Giovanna Vivinetto, caso poetico dell’anno (i suoi versi dolorosi e viscerali) per la transessualità che entra prepotentemente nella poesia in Italia; i collettivi “Modena City Rimers” e i “Cardiopoetica”. E domenica la meglio gioventù con i poeti Vezzani e Zhara e il cantautore Bellucci».

Tra i “pezzi” forti, quali i più attesi?

«I concerti di Banduardi e Concato, l’incontro con la Candiani. Inoltre Magrelli racconta Rimbaud, con letture di attori di Claudio Longhi, Marescotti con la Romagna poetica, da Pascoli a Guerra, “Lo stallo” di Riondino scritto da Luporini che sarà intervistato sul palco del Dadà di Castelfranco. Con la poesia si può parlare di tanti argomenti: da quella che può curare il dolore del lutto, con il sociologo Barbagli, lo psicologo Franchini e la psicoanalista Ravasi Bellocchio, alla poesia “vitale” legata al ‘68” su cui si soffermeranno Renzo Paris e il saggista Franco Cordelli. La novità: abbiamo portato la poesia anche a Modena, con tre eventi di rilievo». —


 

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