Scuola, tutti in classe ma all’appello mancano ancora oltre mille cattedre
Cgil e Cisl criticano la disorganizzazione ministeriale E la Rete Studenti annuncia la prima protesta per ottobre
Anno (scolastico) nuovo, problemi vecchi. I rintocchi della prima campanella hanno interrotto ieri le vacanze degli studenti. Sono stati richiamati tra i banchi per scoprire che – in molti casi – i docenti non c’erano, ancora una volta. È dall’esordio della legge sulla buona scuola, tacciata di «dilettantismo e arroganza» dai sindacati, che i professori sono (loro malgrado) meno puntuali degli alunni alla ripresa delle lezioni. Puntuali sono i sindacati a denunciare il problema.
I dati della Cisl Scuola Emilia Centrale dicono che nelle scuole modenesi 600 dei 921 posti destinati ai docenti di ruolo sono rimasti scoperti. Così è accaduto in 208 casi alle medie e altrettanti alle superiori. «Ma se si considerano anche i posti in organico di fatto, gli spezzoni orari e i posti in deroga sul sostegno il numero supera abbondantemente il migliaio». Nelle scuole d’infanzia e nelle elementari non si registrano criticità. I problemi maggiori, come già in passato, riguardano non i posti comuni (i docenti di ruolo), ma il sostegno. Dei 195 da stabilizzare ne restano 184.
«Anche quest’anno il contingente delle immissioni in ruolo dei docenti per l’anno scolastico in corso non potrà essere completato – ha rilanciato Antonietta Cozzo, segretaria generale della sigla – per mancanza di candidati dalle graduatorie a esaurimento (Gae) e in quelle degli ultimi concorsi ordinari». Gli strali di Cozzo sono destinati al ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. «Le segreterie delle scuole saranno ancora una volta caricate di una doppia incombenza – ha ripreso la sindacalista – cioè trovare supplenti per coprire le classi sin dal primo giorno e ripetere le operazioni di nomina dopo la pubblicazione delle graduatorie definitive attese a inizio ottobre».
MINISTERO SOTTO ACCUSA
L’analisi delle difficoltà è condivisa con la Funzione lavoratori della cultura della Cgil, altrettanto critica verso il Miur. La sigla spiega che «le operazioni di nomine dei supplenti avverranno in due fasi: un prima con un incarico che potrà risolversi presumibilmente nei primi giorni di ottobre, ottenuto per effetto dello scorrimento delle vecchie graduatorie d’istituto 2017/18, e una seconda che inizierà con le convocazioni generali, presumibilmente nei primi di ottobre e dopo la ripubblicazione delle graduatorie d’istituto per il 2018/19». I problemi, hanno assicurato dalla Cgil, possono riguardare anche i docenti che hanno firmato un contratto.
«Tutti i posti assegnati con le graduatorie d’istituto avranno formalmente durata fino al 30 giugno o al 31 agosto 2019 – si legge in una nota della Cgil - ma conterranno una clausola risolutoria la quale prevede che “tra le cause di risoluzione dei contratti a tempo determinato vi è anche l’individuazione di un nuovo avente titolo dopo l’ approvazione di nuove graduatorie”».
STUDENTI MOBILITATI
Intanto, davanti alle scuole modenesi sono tornati i rappresentanti della Rete degli Studenti. L’associazione studentesca ha tuonato ancora una volta contro i problemi degli edifici («aule fatiscenti e affollate, riscaldamenti che non funzionano, laboratori senza materiali»), senza rinunciare a cavalli di battaglia collaudati quali critiche ai trasporti, agli insegnamenti frontali e all’alternanza scuola-lavoro. Il 12 ottobre prima protesta pubblica. —
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