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Sterco, desolazione e cantieri a metà: polemica al cimitero

VALENTINA CORSINI
Sterco, desolazione e cantieri a metà: polemica al cimitero

I cumuli delle lapidi in frantumi danno sgradevole spettacolo L’area frequentata da sbandati per scolarsi le birre E c’è chi protesta sui social

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Dopo che un cittadino ha esternato le sue perplessità sulle condizioni in cui versa il cimitero - «incuria, lavori lasciati a metà, impalcature di ogni genere che la fanno da padrone», ha scritto sui social - siamo andati a verificare.

Il cimitero, dopo i crolli dovuti al sisma, è ancora un cantiere aperto: impalcature sono presenti sia all’ingresso che in diverse parti all’interno per lavori di restauro che «presumibilmente proseguiranno tra il 2018 ed il 2019» citano più cartelli. Ma tra le impalcature, soprattutto quelle a ridosso di una cappella, l’incuria non è poca: polvere e calcinacci si sono accumulati a dismisura come le erbacce che hanno raggiunto una ragguardevole altezza. Il degrado poi è innegabile sotto diversi porticati e proprio in prossimità delle tombe dove sono ben visibili i resti lasciati dai piccioni, tra i quali trovano spazio il nido di qualche volatile, con sporcizia e materiali accumulati alla bene meglio. «Per non parlare dei bagni, dove è meglio non entrare perché la puzza è tale e riconoscibile a metri di distanza» scrive sempre su Facebook l’indignato cittadino. Così abbiamo verificato: anche i due servizi sanitari, incluso quello per disabili. Se il cattivo odore non si riscontra, lo stesso non si può dire dell’igiene che lascia un po’ a desiderare.

In mezzo ad una delle aree verdi, poi, una specie di deposito temporaneo con parti di lapidi danneggiate dal sisma del 2012 che proprio in questi giorni il Comune sta provvedendo a sostituire. Una sostituzione dovuta che, però, nell’accumulo a cielo aperto delle lapidi sostituite non regala un’immagine gradevole. E infine la panchina all’ingresso. Diventata comodo bivacco per un uomo che, arrivato in bici, ha presto rotto il silenzio del luogo sacro con l’inconfondibile “suono” dello stomaco, che certifica il gradimento viscerale della birra che si è scolato. Amen. —

VALENTINA CORSINI

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