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Un nucleo specializzato per chi soffre di demenza

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Un nucleo specializzato per chi soffre di demenza

Sarà aperto nella struttura “Il carpine”, ospiterà 18 pazienti con progetti ad hoc Fabbi, Ausl: «Si cerca di limitare farmaci e contenzione e alleggerire le famiglie»

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Tra ottobre e novembre, presso la Casa residenza per anziani “Il carpine” prenderà il via nascerà un nucleo specializzato in demenze. Questa è la risposta del lavoro di squadra che vede protagonisti Ausl, Unione dei Comuni Terre d’Argine, Domus Assistenza e Gruppo assistenza familiari Alzheimer.

La struttura, gestita da 16 operatori della Domus assistenza prevede 18 posti di cui otto saranno dedicato al ricovero a breve termine, che si aggira sui due o tre mesi, dei pazienti provenienti dal domicilio. Mentre gli altri 10 saranno destinati a ricoveri a lungo termine di pazienti già ospitati sul territorio.

Questa risposta fornita dalle istituzioni è oggi più che mai necessaria: i casi di demenza nel distretto di Carpi sono 1636, in crescita del 10/15% rispetto al 2016. I pazienti saranno assistiti, oltre che dagli operatori Domus, da un geriatra, uno psicologo esperto in disturbi del comportamento, terapisti della riabilitazione psichiatrica o occupazionali, infermieri. Per ogni paziente verrà costruito un progetto ad hoc. Fondamentale anche l’apporto del volontariato rappresentato dall’associazione Gafa che da anni si occupa di assistenza ai famigliari di chi è colpito da demenze.

IL COSTO

Il costo a carico delle famiglie sarà di 50,05 euro al giorno per paziente, mentre la componente pubblica - Unione e Ausl - spende per la struttura dalle tre alle quattro volte tanto. «La nostra volontà - ha spiegato Andrea Fabbo, direttore dell’unità operativa complessa dei disturbi cognitivi e demenze dell’Ausl - è quello di offrire un risposta qualificata a quante più persone possibili. Ecco perché questo sarà un nucleo temporaneo dove restare due o tre mesi a seconda del bisogno, prima di rientrare al proprio domicilio o di essere ricollocati in altre strutture residenziali. Questo rappresenta anche un modo per cercare di limitare la somministrazione di farmaci e la contenzione, favorire il benessere dei pazienti e, allo stesso tempo, alleggerire chi si prende cura quotidianamente di loro».

«La forte integrazione socio-sanitaria fa sì che possiamo continuare a proporre un’offerta sempre più adeguata a una società che cambia e invecchia - ha sottolineato il sindaco Alberto Bellelli - Oggi abbiamo più frecce al nostro arco e le nostre strutture residenziali hanno visto mutare la loro funzione, ferma restando la qualità».

CRITERI D’ACCESSO

I criteri d’accesso con cui si potrà accedere al nuovo nucleo specializzato per chi soffre di demenze è dato da alcuni punti chiave. Si parte dalla diagnosi di demenze, si arriva al punto unico di accesso che attiva un’équipe specialistica. Si accerta il disturbo comportamentale importante, che non include la disabilità elevata. Il paziente, infatti, dev’essere in grado di camminare per accedere alla struttura. Inoltre, la residenza dev’essere sul territorio delle Terre d’argine. —

SERENA ARBIZZI

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