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Assessora e ministra? Andrea Galli chiede i costi

L.G.
Assessora e ministra? Andrea Galli chiede i costi

Qualcuno si è abituato alla “assessora” e alla “consigliera”, posto che nessuno ha ancora avuto la necessità di dire “sindaca”. Qualcuno, però, con quei termini declinati al femminile proprio non va...

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Qualcuno si è abituato alla “assessora” e alla “consigliera”, posto che nessuno ha ancora avuto la necessità di dire “sindaca”. Qualcuno, però, con quei termini declinati al femminile proprio non va d’accordo, e allora, forte del parere del nuovo ministro, propone di eliminarli. A cercare la “spallata” nei confronti del linguaggio di genere in Comune è Andrea Galli, capogruppo di Forza Italia, che propone così di rivedere la riforma linguistica voluta quattro anni fa dall’allora assessore Ingrid Caporioni. Un’interrogazione che parte dalle parole del ministro della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno, che ha fatto sapere di voler «rifiutare con fermezza questo tipo di linguaggio, preferendo essere chiamata “ministro” e “avvocato”». Nell’istanza, che sarà affrontata in una delle prossime sedute - si riprende il 27 settembre - Galli chiede così alla giunta se intenda «perpetrare ancora questa “moda” del linguaggio di genere, a mio avviso fortemente offensiva per il genere femminile, dato che rende le donne simili a una specie protetta». Il consigliere di Forza Italia chiede inoltre «quali siano stati i costi sostenuti dal Comune per adeguare il sito comunale e tutti gli atti e i documenti di genere, compresi l’attività di formazione per i dipendenti e i corsi tenuti dalla docente Cecilia Robustelli». —

L.G.

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