Ferrari lancia 15 modelli Motori ibridi in 6 auto su 10
Gli annunci nella giornata dedicata ai grandi investitori della Casa del Cavallino Presentate le nuove Monza SP1 e SP2. Balzo positivo del titolo in Borsa
L’era post Marchionne è entrata nel vivo ieri a Maranello, dove la Ferrari ha organizzato la giornata degli investitori, dedicata ai principali azionisti del capitale della Casa del Cavallino. Agli investitori è stato presentato il Piano industriale 2019-2022, che comprende il lancio di 15 nuovi modelli, l’incremento degli investimenti e l’azzeramento del debito, la novità dell’attesa auto “Purosangue”, e guai a chi la chiama Suv. Poi l’annuncio del motore ibrido per il 60% dei veicoli entro il 2022, la stima del dividendo con aumenti fino al 30%. Dinanzi ai rappresentanti dei grandi investitori si sono presentati l’Ad Louis Camilleri, il direttore commerciale e marketing Enrico Galliera, il responsabile tecnologia Michael Leiters e il direttore finanziario Antonio Picca Piccon. I quattro protagonisti dell’incontro sono stati preceduti dal presidente John Elkann, che ha letto un discorso introduttivo in cui è anche stato ricordato il contributo di Sergio Marchionne alla crescita di Ferrari.
Dichiarazioni prudenti, qualche comprensibile “non risposta” quando le domande si facevano più insidiose ma in un clima sereno e non si vede come potesse essere altrimenti, perché difficilmente si può trovare un investitore insoddisfatto per l’andamento del titolo Ferrari o per i dati fondamentali della società. Importante l’annuncio di 15 nuovi modelli nel quadriennio e ai giornalisti sono state svelate due di queste nuove vetture: le Ferrari Monza SP1 e SP2. Una serie speciale limitata di un nuovo segmento denominato “Icona”, che nasce da un concetto ispirato alle più evocative vetture del Cavallino degli anni Cinquanta e con le migliori tecnologie oggi disponibili. Auto che si ispirano alla mitica Barchetta e dotate dei motori più potenti mai prodotti a Maranello. Di questi due modelli saranno realizzati in tutto meno di 500 esemplari.
Importanti anche le parole di Camilleri sui motori ibridi: «La grande questione dell'industria del nostro tempo - ha detto - sarà una opportunità per noi, l'innovazione è nel nostro sangue e costruire una Ferrari che produca minori emissioni è una sfida che abbiamo già abbracciato. Il motore ibrido più efficiente e con le migliori performance al mondo è prodotto a Maranello e montato sulle nostre auto di Formula 1. Entro la fine del Piano stimiamo che circa il 60% delle nostre vetture sarà ibrido».
Camilleri ha poi voluto sottolineare che «le prospettive sono naturalmente più lunghe di quelle di un singolo Piano. Pensiamo tanto ai prossimi 10, 20, 30 anni quanto ai prossimi 5».
Ferrari è passione sincera e lo sanno bene tutti i manager dell’azienda. Inevitabili per questo i riferimenti ripetuti all’inconfondibile «rombo crescente» del motore, alle emozioni ineguagliabili che vive chi guida una “Rossa”: emozioni irrinunciabili e che rendono impossibile, ha detto Camilleri, l’adesione futura di Ferrari alle vetture con guida autonoma.
L’esordio di Camilleri, a differenza di quanto era accaduto a Manley per Fca, è stato fortunato alla Borsa milanese, dove il titolo Ferrari ha chiuso con balzo positivo (+3,94) a 117,40 euro. —
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