Il tenore Armiliato canta per beneficenza con Ant
Lirica e tango uniti per aiutare l’Ant. Sabato 22 alle 21 il teatro Pavarotti ospiterà “Recital Cantango”. Uno spettacolo con cui il tenore Fabio Armiliato intende ricordare i geni canori di Tito...
Lirica e tango uniti per aiutare l’Ant. Sabato 22 alle 21 il teatro Pavarotti ospiterà “Recital Cantango”. Uno spettacolo con cui il tenore Fabio Armiliato intende ricordare i geni canori di Tito Schipa e Carlos Gardel, talenti internazionali nel secolo scorso del canto made in Italy e in Argentina. «Sono legato da un’amicizia straordinaria con Luciano e la moglie Nicoletta – ha riconosciuto ieri il cantante – anche l’anno scorso sono stato all’Arena di Verona per ricordarlo. Spero vi siano altre iniziative in futuro per lui». Quattro anni fa il tenore genovese vinceva il Pavarotti D’Oro con la soprano concittadina Daniela Dessì, scomparsa due anni. «Luciano e Daniela ci hanno lasciato troppo presto – ha ripreso Armiliato – a causa di una malattia che cerchiamo di rendere meno forte anche con la prevenzione, alzando la qualità della vita». Uno scopo condiviso con la Fondazione Ant, che da quarant’anni si occupa di prevenzione e assistenza domiciliare gratuita ai malati di tumore. Alla Onlus andrà il ricavato della manifestazione per il sostegno delle attività. «A Modena è nato il progetto Melanoma, il primo che abbiamo avviato sull’attività di prevenzione – ha spiegato Maria Concetta Pezzuoli, delegata Ant geminiana – per poi estenderlo a livello nazionale. Abbiamo visitato più di 9mila studenti, solo a Modena, e oltre 20mila persone in tutto. Ci stiamo adoperando per ampliare gli interventi e i progetti per altre patologie. Nel 2017 abbiamo raccolto a Modena 450mila euro. La città fino a oggi è sempre stata molto sensibile. Tuttavia, è difficile trovare volontari, soprattutto tra i giovani. Essi devono essere motivati, formati e rispettare i canoni dell’associazione. Un buon volontario deve pensare che la sua attività è per una causa molto utile, di aiuto a persone che soffrono». —
G.F.
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