San Filippo Neri: si cercano immagini per chiarire il furto
Polizia e carabinieri vogliono acquisire i video dell’istituto e della zona dopo la razzia del computer della direttrice
Sia i carabinieri che la polizia hanno chiesto nei giorni scorsi di poter acquisire le immagini delle telecamere che sono collocate sia nel palazzo della Fondazione San Filippo Neri, in via Sant’Orsola, sia negli uffici, presso la Camera di commercio nella vicina via Ganaceto. La richiesta sarebbe legata alle indagini sul misterioso furto del computer di lavoro della direttrice della Neri Cristina Cavani. La speranza degli investigatori, è che emergano informazioni sulla sparizione. Va ricordato che il pc della Cavani, che si dice molto preoccupata dal furto visto che i materiali di 10 anni di lavoro sarebbero così scomparsi, è stato sottratto nel suo ufficio di via Ganaceto. Gli investigatori vogliono vedere anche le riprese delle telecamere della Neri in S. Orsola, forse perché qui è ospitata anche una trentina di minori non accompagnati, alcuni dei quali nelle scorse settimane si sono resi protagonisti di episodi finiti all’attenzione delle forze dell’ordine.
Si tratta comunque di una indagine dai tempi non brevi, sempre che si riesca ad approdare a qualcosa di concreto.
Ci vorrà tempo, anche sul fronte politico per comprendere quel che è accaduto all’interno della fondazione - già di proprietà della Provincia, che ancora ne nomina i vertici - da mesi al centro della bufera dopo le dimissioni a giugno dell’ex presidente Mauro Tesauro. Ecomplice il fatto che Cavani è tesoriere del Pd Modena, l’opposizione attacca.
Arrivano nuove interrogazioni della Lega - dei consiglieri Stefano Bargi in Regione e Luigia Santoro in Comune - sul fronte dei rapporti tra la Neri e l’ente di formazione Memo.
E nelle polemiche finisce anche l’ex assessore all’istruzione Adriana Querzé. Attacca Bargi: «Si sono utilizzati fondi pubblici elargiti, per un viaggio di studio a Barcellona, a una società privata da parte di una dirigente comunale che ne risulta anche collaboratrice. L’ex assessore Querzè, socia della medesima società denota anche la volontà politica, ormai evidente, di svuotare Memo di dipendenti pubblici magari per appaltare il servizio proprio alla Neri». Bargi e Santoro della Lega spiegano quindi la situazione che riguarderebbe la Querzé e Memo: «È nota la collaborazione - continua Bargi - tra Memo e la Neri sia a livello di condivisione delle strutture che delle strumentazioni e nel dicembre 2017 il Comune emette una determina dirigenziale per finanziare un viaggio studio a Barcellona per la formazione dei coordinatori pedagogici 0-6 anni provinciali. È stata affidata all’impresa Zeroseiup di Bergamo, di cui l’ex assessore Querzé (2004-2014) è socia con una quota di mille euro, la realizzazione del servizio viaggio impegnando 18mila euro. Da alcune verifiche è emerso che la dirigente del Servizio Educativo scolastico 0-6 anni del Comune, figura nell’elenco dei formatori e collaboratori della Zeroseiup così come Querzè stessa. E alla Neri è stato destinato nell’occasione un contributo di oltre 38mila euro, compresi i 16mila euroi dalla Regione per la formazione del personale scolastico 0-6, con un atto che sembra un ridimensionamento di Memo a favore della Fondazione». —
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