Bretella, il Pd si astiene e affossa una sua proposta
Ordine del giorno di Venturelli chiedeva “sosteniamo il raccordo autostradale?” Per il capogruppo Mesini «è un attacco alla giunta». Maggioranza in difficoltà
È possibile nel 2018, dopo più di trent'anni di progetti e discussioni, vedere ancora il consiglio comunale bocciare un ordine del giorno intitolato “Sosteniamo la Bretella autostradale”? È possibile sì, con l'attuale e ormai liquefatta maggioranza, che a quattro giorni dal Cersaie, dove gli imprenditori riuniti chiederanno infrastrutture, manda un messaggio sconcertante, riuscendo ad affossare un documento semplicissimo. L'ordine del giorno era stato proposto dal consigliere Pd Gino Venturelli nel giugno scorso, all'indomani dell'insediamento del nuovo governo, dopo che il ministro delle infrastrutture Toninelli aveva fatto sapere di voler bloccare e rivedere il progetto. Sono passati alcuni mesi, ma il documento resta valido: chiedeva solo un impegno chiaro e netto della giunta e del consiglio a favore della Bretella, l'impegno a contattare il governo per ribadire la necessità del collegamento autostradale. Gettato nello stagno di un consiglio comunale che da mesi si trascinava stancamente, il sasso di questo ordine del giorno non ha generato qualche cerchio nell'acqua ma uno tsunami: alla prima presentazione, quando non venne neanche discusso, provocò le dimissioni irrevocabili dell'assessore Sonia Pistoni (nettamente anti-Bretella) e la crisi della giunta; ieri sera ha demolito una maggioranza che ha purtroppo dimostrato di non riuscire a fare quadrato. Il sindaco Pistoni ha manifestato il suo netto sostegno alla Bretella in un intervento, durante il quale ha sottolineato che ormai per bloccare il progetto bisogna pagare fior di penali, ma per la verità ha anche lanciato un assist all'indeciso Partito Democratico, parlando delle opere complementari alla Bretella necessarie (raddoppio della Pedemontana e sottopasso ferroviario). Temi mai toccati prima, indifferenti rispetto a un documento che chiedeva solidarietà e sostegno contro un governo deciso ad affossare il progetto. Ma a quelli i democratici si sono aggrappati per bocciare. Due le motivazioni: secondo il capogruppo Mesini l'ordine del giorno “Sosteniamo la Bretella”“ «è scritto male e irricevibile perchè è un attacco alla giunta»; secondo Nicola Prodi «va ritirato perchè non affronta temi fondamentali per Sassuolo». Dall'opposizione, in questo caso nel ruolo che avrebbe dovuto essere della maggioranza, parole semplici e richiami al buon senso: «Le strade – ha detto Giorgio Barbieri di Sassuolo 2020 – sono sempre portatrici di civiltà e benessere». «Viviamo lungo una strada realizzata da un console romano migliaia di anni fa – ha commentato Luca Caselli – e non è possibile che non riusciamo a realizzare 12 km di collegamento». Niente è servito: la maggioranza ha risolto così in pubblico i suoi dissidi interni, arrivando al paradosso per cui un ordine del giorno presentato da un consigliere Pd, su uno dei punti cardine del programma di governo del Pd, è stato affossato dall'astensione in blocco del Pd (a parte i voti favorevoli di Venturelli e Ghinelli) e della lista civica Pistoni, dal voto contrario di Mdp e ovviamente del Movimento 5 Stelle, ed è stato sostenuto dalla destra: Sassolesi, Forza Italia, Sassuolo 2020. Pistoni non ha votato, Zanoli (uscito dal Pd) e Del Sante (lista civica) se ne erano già andati per non partecipare al voto. E questo elenco dà l'esatta misura della disgregazione di una qualsiasi maggioranza nel consiglio sassolese. Dalla tribuna l'ex assessore Sonia Pistoni osservava soddisfatta. —
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