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Carpi, il matrimonio di Sabrine si farà: tutti gli invitati al circolo Guerzoni

di Serena Arbizzi
Carpi, il matrimonio di Sabrine si farà: tutti gli invitati al circolo Guerzoni

Dopo la frase choc la polizia prende a cuore il caso e aiuta la 25enne a trovare un’altra sala

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CARPI. La storia di Sabrine Mansour si arricchisce di un nuovo, felice capitolo: quello che parla di un lieto fine. Grazie all’aiuto della polizia, infatti, la giovane carpigiana che si è sentita rivolgere una frase choc per le sue origini tunisine è riuscita a trovare una sala dove celebrare il ricevimento dopo le sue nozze, il 13 ottobre.

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A Sabrine (in foto a destra), infatti, era stata disdetta la sala da parte del circolo in cui l’aveva prenotata: ufficialmente la referente ha parlato di un malinteso, ma una volta conclusa la conversazione non ha riagganciato il telefono e si è lasciata sfuggire la frase choc: “Ai “marocchini” meglio non affittare”. La 25enne ieri mattina ha ricevuto una telefonata dal commissariato che ha preso a cuore il caso cercandole un’altra sala per celebrare il ricevimento nel giorno del suo matrimonio. Il circolo “Guerzoni” di via Genova ha accolto con entusiasmo la possibilità di ospitare Sabrine e i suoi invitati nel giorno più bello. E ieri pomeriggio si è tenuto l’incontro durante il quale la giovane e la presidente Franca Baracchi, insieme al cuoco e vicepresidente Giulio Lazzaretti (foto in basso), hanno preso tutti gli accordi necessari perché il 13 ottobre funzioni tutto al meglio.

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Sabrine ha quindi deciso di non sporgere denuncia per razzismo nei confronti del primo circolo da cui ha ricevuto la disdetta. «Ringrazio di cuore la polizia che si è messa a disposizione per aiutarmi a trovare una soluzione di quello che era diventato un problema davvero difficile da risolvere, quasi insormontabile» spiega la 25enne. Sul caso intervengono anche ArciModena e Ancescao, associazione, quest’ultima, alla quale fa riferimento il circolo da cui è partita la frase choc. «A Carpi è stato negato l’affitto di una sala perché già impegnata e si è verificato un episodio di razzismo e, a prescindere dal nome dell’associazione a cui il circolo faceva riferimento, si tratta di un fatto gravissimo al quale si deve rispondere in maniera chiara e univoca - spiegano dalle associazioni - Siamo consapevoli che in questo periodo, attraversato da un forte vento di destra e populista, anche in grandi associazioni come le nostre si possano vivere situazioni contraddittorie perché siamo fatti di tante persone che portano anche idee diverse. Da anni siamo impegnati in percorsi culturali, di confronto e sensibilizzazione che attraverso la partecipazione delle nostre socie e soci provano a dare un contributo alla costruzione di una società aperta e accogliente».

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Ancescao garantisce che verrà fatta chiarezza sull’episodio e saranno presi i provvedimenti perché non si ripetano più situazioni analoghe. La coordinatrice dei centri di Carpi, Ada Menozzi, chiarisce che «nella sala in questione da sempre vengono ospitati eventi di diverse comunità e così continuerà ad essere». —
 

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