Il domino delle scuole tra famiglie divise e dubbi
I genitori raccontano i disagi dei figli costretti a seguire le lezioni pomeridiane «Ci si vede solo di sera, non si può». Nuovi timori: i prof. potrebbero andarsene
SERRA
Apprezzamento per la collaborazione assicurata dagli enti superiori nell’istallazione dei nuovi prefabbricati, ma delusione profondissima alla notizia che la priorità verrà data alla materna e non alle medie, che quindi continueranno al pomeriggio senza una scadenza. Dopo il vertice in Prefettura, è questo il sentimento che si respirava ieri a Serra alle 14 tra i genitori che portavano a scuola i loro figli tra le tre collocazioni temporanee (container, nido e palestra) disposte dopo il sequestro dei moduli di piazzale Olimpico. C’è già chi teme che questo scenario duri fino a Natale, giudicando la prospettiva irricevibile.
«Dopo tre giorni così a casa siamo già stanchissimi - dice Rosanna - e grazie a Dio ci sono i volontari che tengono i ragazzi al mattino. Pensare che abbiamo comprato casa un anno e mezzo fa qui perché c’erano le scuole. Adesso non sappiamo se resisteremo».
«Ho tre figli - spiega Sabrina - di cui due vanno a scuola alla mattina alle elementari e uno al pomeriggio alle medie: ieri sono uscita da casa sette volte: non si va avanti così».
«C’è anche un problema didattico - aggiunge Stefania - fanno 4 ore anziché 5 e per chi viene dalle frazioni possono diventare anche 3, perché si perde un’ora per gli orari dei bus di linea che non coincidono. La vita famigliare è sconvolta. Non voglio cercare di chi è la colpa negli anni, ma la responsabilità di mettere a disposizione locali è di chi è ora in Comune: spero che trovino in fretta una soluzione».
«A casa lavoriamo tutti e due - precisa Andrea - e ci siamo organizzati perché rimanga sempre qualcuno al pomeriggio, non al mattino. Così è un delirio».
«Io prima ero fiduciosa, ma adesso sto seriamente pensando di portare mio figlio da un’altra parte - ammette Francesca - perché non vedo prospettive brevi di soluzione».
«Per me e per i genitori che si sono rivolti a me, la scuola al pomeriggio è inconcepibile - ribadisce Sabrina Bonvicini, presidente del Consiglio d’Istituto - racconto la mia giornata di oggi: alle 8.30 ho salutato mia figlia, sono andata a lavorare e alle 14.15 al mio ritorno lei era già a scuola. La rivedo alle 18: si può andare avanti per mesi così? I figli di una mia amica si vedono quando si alzano e poi alla sera: chi può accettare una situazione del genere? Non ci fermiamo, la protesta va avanti».
«Se vanno avanti così fino a Natale, molti ritireranno i bambini e Serra rischierà anche di perdere la direzione didattica» fa notare un’altra mamma.
«Si fa fatica a capire perché la priorità debba essere la materna che non è scuola dell’obbligo - dice una madre che è anche insegnante, non a Serra - l’urgenza dovevano essere le medie, perché tre mesi in queste condizioni sarebbero devastanti: per i ragazzi, le famiglie e anche il corpo docente. Ci sono insegnanti che aspettavano di vedere come si mettevano le cose prima di scegliere se andare da un’altra parte: con tutta la più buona volontà, non si può pensare di tenere impegnati i docenti dalla mattina (per le attività di volontariato in palestra) alle 18. Non possono reggere». Il 3 ottobre scade il termine per gli spostamenti: si rischia un esodo. —
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