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TERMINaTE LE INDAGINI 

Il Guercino rubato fu spedito in Marocco nel bagagliaio di un bus

C.G.
Il Guercino rubato fu spedito in Marocco nel bagagliaio di un bus

Dopo il furto, la tela del Guercino venne arrotolata e caricata su un bus di una agenzia abruzzese diretto in Marocco. Una volta infilata nel bagagliaio della corriera, nessuno l’ha accompagnata fino...

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Dopo il furto, la tela del Guercino venne arrotolata e caricata su un bus di una agenzia abruzzese diretto in Marocco. Una volta infilata nel bagagliaio della corriera, nessuno l’ha accompagnata fino alla destinazione. Qualcuno, al capolinea, però doveva aspettarla dato che è finita nelle mani di quattro marocchini che la Procura di Casablanca ora accusa del reato gravissimo (per il codice penale locale) di associazione criminale per ricettazione di opera d’arte (rischiano fino a 20 anni di carcere a testa). La travagliata spedizione da Modena a Casablanca è stata ricostruita dal pm Claudia Ferretti che l’ha riportata in sintesi nella sua notifica di fine indagini inviata a Mustapha Tahir, l’indagato di Modena, e al suo difensore, l’avvocato Domenico Ippolito. È la parte più interessante di questa vicenda che si è conclusa col ritrovamento del quadro del grande maestro del Seicento emiliano e rubato il 14 agosto 2014 dalla chiesa di San Vincenzo.

Unico indagato è proprio Tahir, operaio marocchino che abita con la famiglia proprio nella scala accanto alla chiesa, sul lato di via Gherarda. Per Tahir è stata respinta la richiesta di estradizione avanzata dal Tribunale di Casablanca in connessione con l’indagine sui ricettatori. Ora rischi il processo per furto ma senza il concorso: avrebbe agito da solo. Il giovane si dice pentito, ha “vuotato il sacco” con gli investigatori e ora conduce una vita normale, dopo la scarcerazione, tra casa e lavoro. Come riferisce l’avvocato Ippolito, ha capito la gravità di cosa ha fatto, un gesto dettato dalla voglia di fare qualche soldo in più.

Per Tahir però l’inchiesta in Marocco non è conclusa: i quattro indagati, in carcere dal momento dell’irruzione della polizia durante la finta consegna a un collezionista - la trappola tesa per recuperare la tela - proseguono le indagini.

La “Madonna con i santi Giovanni Evangelista e Gregorio Taumaturgo” è attualmente sotto restauro a Roma ma mancano i soldi. —

C.G.

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