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dopo l’emergenza al novi sad 

Minori e alcol: un ricovero ogni settimana per intossicazione

Davide Berti
Minori e alcol: un ricovero ogni settimana per intossicazione

Da gennaio 43 casi gravi, salgono a 309 con i maggiorenni «Sono casi isolati ma allarmanti: chi vende loro da bere?» 

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Un minorenne ogni fine settimana finisce al pronto soccorso per abuso di alcol e viene ricoverato con questa diagnosi: intossicazione acuta da alcol episodica.

Parlano chiaro i referti degli ospedali modenesi di questi primi nove mesi dell’anno: 29 ricoveri negli ospedali dell’azienda Usl e 19 al Policlinico. Tutti minorenni, tra questi ci sono anche i due casi finiti sotto i riflettori nell’ultima settimana, tutti in zona parco Novi Sad.

Alcol e minori sono un binomio che da sempre l’Ausl tiene monitorato, che cresce di proporzioni se si guardano i numeri anche dei maggiorenni: 309 casi da inizio anno, praticamente uno al giorno. E parliamo sempre di episodi occasionali, non pazienti cronici. L’alcol, insomma, è una emergenza, come spiega il dottor Claudio Annovi, coordinatore del progetto alcol dell’azienda Usl: «Sono fatti isolati, ma la loro incidenza è importante e non vanno per nulla trascurati».

Come si presentano questi casi ai medici che lavorano nell’emergenza?

«Sono giovani che spesso bevono per la prima volta e in alcune occasioni arrivano in uno stato di pre-coma etilico. La definiamo “intossicazione acuta da alcol episodica”. Nei giovani è molto facile che accada perchè non hanno la capacità fisica di metabolizzare l’alcol, processo dovuto ad enzimi e ormoni».

Quindi non si può parlare di una quantità precisa?

«No, quella varia da soggetto a soggetto. Nei minori l’incidenza di una unità alcolica - che equivale a 12 grammi di alcol, un bicchiere di vino - si può alzare anche del 50 per cento. Tutto, insomma, è più accentuato».

Come intervenite in questi casi?

«L’Ausl da tempo è impegnata in campagne di prevenzione che coinvolgono le famiglie e le scuole. I medici che intervengono nell’emergenza sanno perfettamente cosa dire a questi ragazzi e alle loro famiglie. Se invece i casi episodici diventano cronici, allora ci sono altri percorsi che l’azienda mette a disposizione per curarsi».

Il fenomeno è in crescita: cosa si può fare?

«Bisognerebbe evitare che i minori si procurino gli alcolici con una certa facilità. Un’indagine Istat dice che un terzo dei ragazzi assume alcol in casa, un terzo a casa di amici e parenti, mentre i restanti nei locali, bar e discoteche. Queste persone sanno bene che non possono vendere e somministrare alcolici ai minori, ma evidentemente continua a succedere di frequente». —



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