Emorragia di studenti da Serra Già venti quello spostati altrove
Migrazione verso Pavullo e altri centri a causa delle lezioni pomeridiane L’accorato appello della vicepreside Maria Franchi: «Serve una soluzione»
SERRAMAZZONI
Le difficoltà legate alle lezioni pomeridiane stanno portando sempre più genitori di Serra a contattare l’Ufficio scuola per chiedere il trasferimento dei loro figli dalle medie, la maggior parte verso Pavullo. Non è vero però che la sezione L delle Montecuccoli sia legata all’esodo di questi giorni: era già prevista da giugno.
I numeri sono in continua evoluzione, ma dei 157 studenti pre-sequestro dei container nel giro di due settimane se ne sono persi una ventina. Una dinamica allarmante, se si considera che la scuola è iniziata da cinque giorni e che potrebbe continuare così fino a dicembre.
La situazione ha spinto la vicepreside Maria Franchi, coordinatrice della didattica, a cristallizzare le sue considerazioni in un post su Facebook che ha commosso e scosso.
L'APPELLO DELLA VICEPRESIDE
«Quando a giugno - scrive - finisci gli esami e devi salutare i tuoi alunni che sono stati parte della tua vita tre (a volte anche più) anni, sai che è giusto così. Piangi perché ti mancheranno quelle facce assonnate alle otto, ti mancheranno le loro chiacchiere, i loro sorrisi, la loro inconsapevole capacità di donare a te la loro giovinezza e i loro sogni. Ma sai che la loro vita deve andare avanti, e che è bello che sia così! Ma quando i tuoi ragazzi spariscono dai loro banchi e dal tuo sguardo e non riesci neanche a salutarli, il dolore è grande. In questi giorni è un stillicidio continuo di alunni che si trasferiscono in un’altra scuola perché questa situazione per molti di loro è insostenibile. E si interrompono relazioni affettive profonde tra gli insegnanti, i genitori, i ragazzi. Crollano punti di riferimento perché, che piaccia o no, i nostri alunni trascorrono spesso più tempo con noi docenti che con la loro famiglia. Ricominciare altrove, con persone nuove, è difficile per tutti. Figuriamoci per degli adolescenti». Da qui l’appello perché finisca al più presto, «per garantire a tutti i bambini e ragazzi di Serra una serenità emotiva che è loro diritto avere». A trasferirsi sono soprattutto alunni di prima e di terza media, preoccupati in vista delle superiori delle conseguenze formative di un orario ridotto a 25 ore. Ore che peraltro da 45 minuti possono finire per essere anche di poco più di 30 per gli spostamenti degli insegnanti tra tre sedi diverse (container, nido e palestra).
«Come faccio a dire “restate” non sapendo quando tutto questo finirà? Ma è molto dura da vivere» sottolinea la Franchi. «Ci serve con estrema urgenza una sistemazione qualunque che permetta attività alla mattina, anche in un altro paese purché sia una e per tutti. Tre mesi così non si reggono: chiedo di usare buonsenso e cuore». Anche il corpo docente potrebbe trasferirsi: i termini scadono il 3 ottobre. «Sto facendo una corte incredibile ai prof – nota – mi hanno dato rassicurazioni ma l’ansia c’è: avevamo messo a punto un team secondo me di livello eccezionale, in grado di dare veramente tanto ai ragazzi. E mi dispiacerebbe moltissimo perderlo». C’è anche un problema di prospettiva: se continua l’emorragia di studenti, il prossimo anno per Serra potrebbe essere disposto un organico ridotto, con perdita di posti di lavoro per docenti e Ata. —
DANIELE MONTANARI
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