Formigine, condannati i vertici della Firem e contabile
Pena di 1 anno e 10 mesi per i fratelli Pedroni e Maurizio Malagoli che erano imputati per bancarotta fraudolenta. Dovranno anche risarcire i danni alle parti civili
FORMIGINE. Sentenza di primo grado per il processo Firem, l'azienda che chiuse i battenti nell'agosto del 2013 e spostò i macchinari in Polonia, aprendo di fatto una nuova società e causando la perdita del posto di lavoro per 40 operai.
Oggi, venerdì 21 settembre, Il giudice ha condannato a 1 anno e 10 mesi con la condizionale per bancarotta fraudolenta i fratelli Fabrizio e Simona Pedroni. Stessa condanna per Maurizio Malagoli ( che svolgeva mansioni da commercialista, ma l'ordine dei dottori commercialisti sostiene che non è mai stato iscritto all'Albo professionale, nè nell'elenco territoriale modenese e nazionale) ma a questo propostio. Assolta, invece, la compagna polacca di Pedroni per non aver commesso il fatto.
Sono stati inoltre condannati a ripagare i danni di tutte le parti civili in causa, quindi la Fiom, il curatore fallimentare, alcuni operai e una società di leasing. Il giudice ha stabilito una provvisionale di 200mila euro.
L'avvocato Pastorelli, difensore dei Pedroni, ha già annunciato che, una volta rese note le motivazioni della sentenza, procederà a ricorrere in appello.
La storia della Firem fece grande scalpore all'epoca: in breve tempo l'azienda spostò i macchinari senza avvisare nessuno, scatenando grandi proteste da parte degli addetti che di fatto restarono senza lavoro.
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