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Mattarella di Modena Ciao ragazzi, vi presento la lettera A

M.T.
Mattarella di Modena Ciao ragazzi, vi presento la lettera A

Di ritorno dalla Finlandia, per il progetto Talent’s Lab Erasmus, l’esperienza condivisa La Mattarella di Modena studia un modo di far scuola diverso: a partire dalle scarpe, tolte

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Martedì 11 settembre, nella grande agorà della scuola Mattarella (IC3) non è stato difficile identificare le relatrici dell’incontro in programma. Le prime insegnanti che hanno partecipato al progetto Talent’s Lab Erasmus di “Job shadowing” in Finlandia si riconoscevano per le magliette, blu che hanno ricevuto al loro arrivo, le calze antiscivolo indossate al posto delle scarpe, l’emozione negli occhi e il sorriso.

Nel loro viaggio alla scoperta del “sistema scolastico finlandese” hanno viaggiato per oltre 500 chilometri oltre Helsinki, per raggiungere la scuola di un piccolo paesino della Carelia, nella Finlandia Orientale. In Finlandia la scuola dell’obbligo inizia a 7 anni e ha un percorso omogeneo (non diviso in primaria e secondaria) fino a 16 anni. L’orario è dalle 8,50 alle 13 o alle 15 con mensa interna. E’ “shoes free” (tutti sono senza scarpe). L’orario scolastico è diviso in blocchi di attività di 20 minuti ciascuna. Esempio: lezione sulla presentazione delle lettera A. Presentazione della lettera da parte dell’insegnante, lavoro personale di copia con acquerello da parte degli studenti e lavoro finale con attività alla lavagna di riconoscimento ortografico e controllo. Per quanto riguarda le prime classi (dai 7 ai 9 anni) la disposizione degli spazi / aula prevede tappeti, divanetti, qualche banco, qualche sedia. La linea guida per i bambini è “trovo la mia posizione, inizio a lavorare subito, lavoro tutto il tempo”.

La differenza più eclatante con la scuola italiana è che tutta la didattica è molto esperenziale (e che sono spessissimo fuori in cortile). Ci sono molti laboratori, cui partecipano indifferentemente maschi e femmine, di cucito, cucina, falegnameria, metallurgia, e la supervisione dell’insegnante è discreta. I bambini fanno da soli. Si lavora per competenze, ma la teoria emerge dalla pratica, e non viceversa. “Si tratta di un sistema scolastico difficile da copiare – aggiungono - ma può essere fonte di ispirazione”. Non esistono, ad esempio, verifiche e forme di valutazione (test e prove) fino ai 13 anni. “La valutazione – spiegano - è basata sull’osservazione e c’è un grande, grandissimo rispetto dei tempi di apprendimento e questo facilita anche l’inclusione di soggetti con caratteristiche particolari. Non esiste UN insegnante di sostegno, è la comunità educante assieme a trovare le strategie. I “casi” più gravi però frequentano classi speciali”. Gli insegnanti? Fanno formazione continua e sono pochi, iperqualificati e vengono assunti con chiamata diretta.


 

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