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Sassuolo, i vicini di casa: «Famiglia per bene Impossibile pensare ad una fine così»

FRANCESCO DONDI
Sassuolo, i vicini di casa: «Famiglia per bene Impossibile pensare ad una fine così»

«Erano persone oneste, grandi lavoratori. Deve essere accaduto qualcosa di impensabile per causare una simile tragedia»

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SASSUOLO. Sono da poco passate le 8 del mattino quando in viale Vivaldi inizia a farsi largo qualche strana voce. I carabinieri sono appena arrivati davanti alla palazzina della famiglia Fontana. È accaduto qualcosa di grave, ma prima di prendere coscienza del drammatico epilogo si fanno le ipotesi più svariate. C’è chi parla di un suicidio tra le mura domestiche, chi sospetta di un gesto inconsulto fatto da “quel figlio un po’ strano” senza sapere che si trova da tempo in un centro specializzato. Gli scenari si fanno più chiari alcune ore dopo quando le voci del ritrovamento del corpo senza vita di Paolo Fontana sotto un cavalcavia divengono certezze alla pari della morte di Elide Valentini.

«Non ci si può credere - dice Aldo Casoni, storico vicino di casa - Viviamo qui da almeno cinquant’anni, è sempre stata una famiglia per bene, grandi lavoratori senza particolari problemi. Avevo visto Paolo anche ieri pomeriggio, ci siamo salutati da lontano. E anche Elide, nonostante qualche acciacco, era in forma. Usciva per andare dal medico. Con lei, durante il giorno, c’era la badante. Non so spiegarmi cosa sia accaduto al figlio, magari aveva dei problemi anche lui evidentemente. Magari tutta questa situazione è degenerata nel fisico di Paolo dopo un brutto periodo con i genitori e il fratello».

Pochi passi più in là, un capannello di ragazze segue a rispettosa distanza l’andirivieni di carabinieri, medici e necrofori. Il tutto mentre si commenta. «La signora Elida era la mia cartolaia da bambina - spiega Giada Sammarco - Sono davvero dispiaciuta».

«Elide era una bravissima persona - ribadisce Maria Terranova - come del resto Paolo. Li ricordo nella loro cartoleria, prima qui sotto casa e poi in via Respighi. Erano negozianti educati, sempre disponibili. Vista dall’esterno si può parlare senza dubbio di una famiglia normale, nonostante qualche problema legato all’altro fratello. Diventa davvero complicato giustificare quanto avvenuto, se non con l’esasperazione di Paolo a fronte di una vita ormai complicata da dover gestire». «Persone che conosciamo un po’ tutti qua intorno proprio perché sono state un punto di riferimento di tanti ex studenti - aggiunge Monia Lepore - È choccante pensare a quanto accaduto nella loro casa durante la notte. Nessuno di noi ha sentito qualcosa e mai avrebbe potuto immaginare una fine del genere. Sono sconvolta». —

FRANCESCO DONDI .

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