Sbanda con l’auto e va fuori strada Perde la vita a 69 anni Lauro Pivetti
Stava andando dalla compagna nel Reggiano. L’ultimo messaggio inviato a lei prima di morire
Gli ultimi messaggi d’amore li ha dedicati alla sua donna pochi istanti prima di morire per le conseguenze di un drammatico incidente stradale. Prima una telefonata a lei dopo essere uscito al casello autostradale Terre di Canossa («Sono in arrivo, preparati perché ho una sorpresa per te»), poi un messaggio vocale, forse involontario: quello partito nel momento in cui Lauro Pivetti - carpigiano di 69 anni, libero professionista nel settore della metalmeccanica per aziende del territorio modenese, prima di andare in pensione - è stato avvicinato da un automobilista subito dopo lo schianto della sua Kia Venga contro un albero alla Barcaccia di San Polo, nel Reggiano.
Nel messaggio vocale si sente Lauro Pivetti che dice al soccorritore di essere di Carpi, di essere diretto dalla sua compagna, e di avvisarla dell’incidente. L’automobilista gli chiede il nome della donna, e lui risponde: Graziella. Sul posto sono arrivate le ambulanze coordinate dal 118, e Pivetti ha perso i sensi. Trasportato al pronto soccorso del Santa Maria di Reggio, è morto poco dopo a causa della gravità dei traumi. Nel frattempo, l’automobilista che si era fermato per soccorrere il carpigiano, con il telefono di quest’ultimo, ha chiamato Graziella, che ha appreso in questo modo dello schianto.
Pivetti(foto in basso) ha perso improvvisamente il controllo dell’auto ed è finito fuori strada, perdendo la vita.
Lo schianto si è verificato poco prima delle 21.30 di mercoledì .
Sul posto oltre sanitari del 118, sono intervenuti i carabinieri di San Polo e Castelnovo Monti, i sanitari del 118 e una squadra dei vigili del fuoco del distaccamento di Sant’Ilario. Secondo una prima ricostruzione hanno proceduto ai rilievi, la Kia Venga condotta dal 69enne stava percorrendo via Prampolini in direzione San Polo quando, all’altezza del civico 26, è uscita di strada, impattando violentemente contro l’albero.
La salma dell’uomo è a disposizione della Procura reggiana titolare dell’inchiesta aperta per far luce sull’incidente.
Sempre generoso e disponibile ad aiutare gli altri, Lauro lascia i figli Luca, con Claudia, e Silvia, con Enrico. «Mio padre ha sempre lavorato come libero professionista nel settore della metalmeccanica per aziende del territorio modenese - ricorda il figlio Luca - Era del 1949: ha fatto parte di quella generazione che ha vissuto la città di Carpi quando questa era più piccola, contenuta, e ci si conosceva tutti». Lauro era in pensione da qualche anno. —
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