Bancarotta Firem, condannati i titolari
Un anno e 8 mesi ai fratelli Pedroni e al loro contabileNel 2013 trasferirono all’improvviso la ditta in Polonia
FORMIGINE
Arrivano le condanne in primo grado per il processo Firem. Il giudice del Tribunale di Modena ha ritenuto colpevoli di bancarotta fraudolenta gli ex titolari i fratelli Pedroni, Simona e Fabrizio, oltre al contabile Maurizio Malagoli.( che svolgeva mansioni da commercialista, ma l'ordine dei dottori commercialisti sostiene che non è mai stato iscritto all'Albo professionale, nè nell'elenco territoriale modenese e nazionale) I tre sono stati condannati a 1 anno e 10 mesi, una pena inferiore rispetto a quella del pubblico ministero, che aveva chiesto 2 anni e 8 mesi. È stata, invece, assolta per non aver commesso il fatto Monika Posiedlik, compagna polacca di Pedroni.
«Mi riserbo di conoscere le motivazioni della sentenza - ha specificato l’avvocato Luca Pastorelli, legale difensore dei Pedroni - per poi ricorrere in appello. Sono convinto della loro innocenza».
Il giudice ha disposto anche il risarcimento dei danni nei confronti delle parti civili: la Fiom, 14 operai della Firem, una società di leasing e il curatore fallimentare. A quest’ultimo sono stati riconosciuti 200mila euro di provvisionale rispetto ai 2 milioni di appropriamento quantificati.
L’ESTATE DEL 2013
La sentenza riguarda i fatti dell’agosto del 2013, quando venne attuata la delocalizzazione della Firem con lo spostamento dei macchinari all’insaputa di tutti, mentre i 40 lavoratori erano in ferie. Seguì l’intervento della Fiom-Cgil, con un presidio permanente davanti ai cancelli a partire dal 13 agosto. Un fatto clamoroso che levò le proteste sia dal mondo del lavoro, sia da quello politico. I vertici di Firem si sono sempre difesi sostenendo che i lavoratori erano al corrente del trasferimento e che quella era l’unica soluzione plausibile per garantire la sopravvivenza della ditta stessa.
Nel processo per bancarotta la Fiom e alcuni lavoratori si erano costituiti parte civile. La sentenza di primo grado di ieri stabilisce dunque la colpevolezza dei proprietari e del consulente, con una pena di un anno e 10 mesi, riconoscendo alla Fiom e ai 14 lavoratori costituitisi parte civile i danni, da quantificare e liquidare in un separato giudizio civile.
«Consideriamo importante questa sentenza - commenta il segretario provinciale Fiom-Cgil Cesare Pizzolla - che afferma quanto la Fiom ha sostenuto dall’inizio della vertenza, ossia che una tale operazione, sia in termini etici che normativi, è assolutamente inaccettabile. Nessuna voglia di vendetta da parte della Fiom, ma la necessità di affermare un principio di giustizia e mandare un messaggio chiaro che queste vicende sul territorio modenese non possono e non devono succedere». —
GIB
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