Modena. Fondazione Arti Visive la Galleria Civica e le tre scimmiette
Non vedo, non sento, non parlo. I massimi rappresentanti delle istituzioni cittadine facenti parte della Fondazione Modena Arti Visive hanno deciso di mostrarsi così, come le tre scimmiette del...
Non vedo, non sento, non parlo. I massimi rappresentanti delle istituzioni cittadine facenti parte della Fondazione Modena Arti Visive hanno deciso di mostrarsi così, come le tre scimmiette del famoso proverbio, alla conferenza stampa di presentazione delle nuove mostre promosse dalla nuova istituzione, inaugurate in concomitanza con il Festivalfilosofia. Fondazione Cassa di Risparmio, Comune e Presidenza della nuova Fondazione diretta dalla dottoressa Diana Baldon assenti, e lei lasciata completamente sola, a fronteggiare le domande degli organi i stampa, che peraltro ha bellamente dribblato. «Stiamo lavorando a un piano strategico triennale». Ci sono due questioni che mi sento di commentare. La prima. Questo atteggiamento può essere interpretato come una scelta di campo precisa di fronte allo scoppio di una polemica: non si va in battaglia, non si combatte, si rinuncia allo scontro. Per certi versi una scelta condivisibile, in un momento in cui, su scala nazionale e internazionale lo scontro politico e la bagarre ideologica sono diventate consuetudini feroci e spesso imbarazzanti. La seconda. È comunque indubbio, ed è una scelta meno condivisibile, che si è rinunciato, del tutto, al confronto. Non è obbligatorio, infatti, litigare, e tra l’altro è, quasi sempre, ben poco produttivo. Ma i rappresentanti di enti che governano la cosa pubblica, gli indirizzi di politica culturale di una città, e che diversamente dai Blues Brothers che erano in missione per conto di Dio hanno ricevuto mandato dall’elettorato, hanno il dovere di rispondere ai quesiti proposti dalla società civile, sia essa rappresentata dalle forze di opposizione, dalla stampa o dal cittadino semplice, che come un soldato semplice fa parte a pieno titolo dei ranghi di quell’esercito che periodicamente viene invitato ad esercitare il suo diritto di voto. È la comunità che ha dato mandato di amministrare ed è precisamente ad essa che si deve rendere conto del proprio operato. «Basta domande». Punto. Alla dottoressa Baldon, mi perdonerà, vorrei ricordare che non è un monarca assoluto. Anche la Regina Elisabetta II aveva scelto di non rilasciare alcuna dichiarazione pubblica in seguito alla morte di Lady Diana. Ma poi dovette cambiare idea. Quindi anche lei, che non siede come una regina su un trono e non porta scettro e corona si rassegni, e risponda serenamente alle domande. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

