Gazzetta di Modena

Modena

la mostra 

L’infermiere fotografo coglie gli attimi di vita dei malati d’Alzheimer

LUCA GARDINALE
L’infermiere fotografo coglie gli attimi di vita dei malati d’Alzheimer

Stefano Porta è riuscito ad immortalare i malati nei momenti di quotidianità che hanno ritrovato a Villa Igea

2 MINUTI DI LETTURA





Lo scontro più acceso è arrivato proprio quando le signore erano armate di… mattarello: una era convintissima di fare i cappelletti, l’altra ribadiva la supremazia dei tortellini.

Questioni geografico-culinarie a parte, l’obiettivo è stato centrato: quelle della battaglia dei tortellini sono state ore passate a svolgere le attività di sempre, o almeno prima che arrivasse l’Alzheimer. Momenti di benessere, per dirla in maniera semplice. Momenti che sono finiti in una serie di scatti, nella mostra “L’Alzheimer in bianco e nero e a colori - valorizzazione delle capacità residue”, organizzata da Villa Igea in collaborazione con l’Ausl nell’ambito del convegno “Modena per l’Alzheimer”, che si è tenuto ieri mattina in centro a Modena, al teatro San Carlo. A immortalare gli ospiti di Villa Igea nei momenti di quotidianità ritrovata è stato Stefano Porta, infermiere dell’ospedale di via Stradella con la passione per la fotografia. «Gli obiettivi di questa iniziativa sono diversi - spiega - per prima cosa, volevamo abbattere lo stigma, l’etichetta per cui chi è affetto da demenza è “matto”, e quindi una persona da evitare. Vogliamo valorizzare il lavoro di equipe, che oltre allo staff medico comprende la famiglia della persona ricoverata, per organizzare attività che valorizzino le loro capacità». Così, chi negli anni passati faceva il giardiniere, nel periodo riabilitativo passato a Villa Igea si è dedicato alla cura del giardino, mentre chi aveva la passione della cucina è tornato ai fornelli. Come spiega il terapista occupazionale Alessandro Lanzoni, «con queste attività, che in molti casi sono le stesse che queste persone svolgevano prima della diagnosi di demenza, noi sostituiamo i farmaci: si tratta infatti di interventi riabilitativi a tutti gli effetti, perché queste attività ridanno loro un barlume di vita». Momenti catturati dalla macchina fotografica di Stefano Porta, in una serie di scatti che vanno dalla preparazione della pasta ai lavori di giardinaggio, passando per i riti del caffè e del giornale.

«L’obiettivo è il benessere delle persone - ribadisce Lanzoni - e in quest’ottica la terapia farmacologica non sempre contribuisce alla riabilitazione del paziente». E che queste attività abbiano fatto bene ai pazienti si vede dalla loro reazione: oltre alla divertente disputa dei tortellini, ci sono state delle signore che per la prima volta si sono alzate in piedi, spostandosi in cucina senza alcun aiuto per mettersi ai fornelli. «Oggi la vita delle persone affette da demenza, a partire da quelle colpite da Alzheimer, si è allungata - spiega ancora il terapista occupazionale - e quindi la sfida oggi è capire come farle vivere meglio». —

LUCA GARDINALE

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google