«Non è il caso di mentire: i bambini hanno le antenne che captano l’inganno»
C’è stata anche una lectio magistralis di Silvia Vegetti Finzi, docente di psicologia dinamica e autrice di numerosi saggi e articoli divulgativi, sul tema “I bambini e la verità” nel programma del FestivalFilosofia di quest’anno, dedicato appunto alla “Verità”.
C’è stata anche una lectio magistralis di Silvia Vegetti Finzi, docente di psicologia dinamica e autrice di numerosi saggi e articoli divulgativi, sul tema “I bambini e la verità” nel programma del FestivalFilosofia di quest’anno, dedicato appunto alla “Verità”.
Cosa ci possiamo aspettare in questo incontro?
“Farò parlare i bambini” dice Vegetti Finzi, “partiremo da alcune interviste raccolte da Marta Versiglia, insegnante, nelle classi seconda e quarta di una scuola elementare di Piacenza che ha posto proprio la domanda “che cos’è per te la verità”. Vedremo le varie fasi e le sfumature che assume il concetto di verità nei bambini a partire dal presupposto che la bugia è tale nel momento in cui ci sia intenzionalità. Ci deve essere l’intenzione di non dire i fatti per quel che sono, ma questo comporta una evoluzione psichica che ha dei tempi che vanno conosciuti soprattutto per evitare – sottolinea – di accusare e punire i bambini per qualcosa che non sono davvero in grado di comprendere. E i bambini hanno fornito delle risposte straordinarie, illuminanti”.
“Inizialmente la verità è legata alla realtà immediata – spiega - all’esistenza concreta: fino a tre anni per i bambini fantasia e realtà, desiderio e verità non sono distinte, e mentono spontaneamente, anche con giustificazioni poco verosimili. Per un genitore è fondamentale porsi sempre la domanda se il bambino sia stato messo in condizione di essere sincero. Crescendo, il bambino cambia, dai fatti passa al pensiero astratto, al concetto vero e proprio, come dimostrano alcune risposte di bambini di sette anni, e la verità diventa un valore riconosciuto per poi diventare anche, dopo un paio di anni, una questione personale e un impegno morale. Il concetto di verità viene interiorizzato, elaborato”.
“Il verbo dovere, sempre più frequente col progredire dell’età - ha scritto recentemente Vegetti Finzi - rappresenta la voce degli educatori, genitori e insegnanti, ma già emergono atteggiamenti di autonomia morale. Le motivazioni espresse rivelano una differenza profonda tra la morale maschile, razionale, generica e astratta, e la morale femminile, più attenta ai rapporti interpersonali e ai sentimenti”.
E gli adulti? Quante volte mentono gli adulti ai bambini, “per il loro bene”? Cosa accade in un bambino, quando accade?
“Questo tema – risponde Vegetti Finzi – è trattato principalmente nel mio saggio Quando i genitori si dividono. Le emozioni dei figli, pubblicato da Oscar Mondadori. Spesso per il carico di sofferenza che alcune situazioni provocano negli adulti, come nel caso di una separazione, appunto, l’incapacità di gestirne il peso si trasforma nel tentativo nascondere la verità ai figli, di edulcorarla, di far finta di nulla. Dimentichiamo che i bambini registrano tutto e hanno delle …antenne sensibilissime, capaci di captare le vibrazioni più nascoste delle nostre emozioni. Ovviamente non è necessario dire tutto. Anzi, ai bambini spesso non interessano i particolari. Ma riuscire a mostrare le proprie emozioni autorizza il bambino a mostrare le sue. Noi soffriamo troppo, ci pare impossibile che un bambino possa reggere. Il parametro il riferimento siamo noi. In realtà i bambini hanno una grande capacità di sopportare e attraversare la sofferenza. Sono capaci, più di molti adulti, di resilienza, di trovare, dentro di sé la forza necessaria. Un bambino ingannato dalle persone che ama (o deriso) invece si sente impotente e smarrito. Smette di esprimere il suo mondo interiore, si chiude in se stesso e potrebbe trovare proprio nella reiterazione della bugia la protezione di cui avverte la mancanza: ingannare e ingannarsi come forma di vita, come modalità predominante di difesa e di reazione”.
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