Il vescovo alla diocesi di Modena: «Diamo nuova vita alle nostre parrocchie»
Da Castellucci difesa di papa Francesco, lotta alla povertà e invito a rivitalizzare le comunità all’insegna dell’accoglienza
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MODENA La difesa di papa Francesco e il monito contro l’arroganza, la citazione di Goldrake e Mazinga Z e i criteri per la riorganizzazione delle parrocchie, la condanna contro la pedofilia e il tema dell’accoglienza verso i migranti. C’è tutto questo, e molto di più, nella lettera pastorale del vescovo Erio Castellucci “Al di là dei loro mezzi”, presentata ieri nella chiesa di Sant’Agostino, per l’apertura diocesana dell’anno pastorale. La lettera, che prende spunto da un elogio di san Paolo ai corinti verso le Chiese della Macedonia, che avevano «dato secondo i loro mezzi e anche al di là dei loro mezzi» si snoda su 7 capitoli, quattro dei quali ne costituiscono il cuore e mettono la parrocchia a rapporto con sport e oratori, con i migranti, con il lavoro e con le fragilità. La lettera ha lo stile semplice e profondo tipico di don Erio parte dalle povertà già presenti nelle prime comunità, passa a chiamare per nome «una delle piaghe più penose e impressionanti che sono emerse da decenni di silenzi e coperture», il fenomeno della pedofilia che «riguarda comunque una percentuale minima a fronte della grande maggioranza di sacerdoti e operatori impegnati a educare bene; ma ciò non toglie che costituisca per noi cattolici una ferita profonda e vergognosa».
POLITICA STILE MAZINGA Z
Il vescovo prosegue: «Il linguaggio partitico ha assunto negli ultimi anni toni inediti, con l’ingresso quotidiano di verbi come “rottamare”, “spazzare via”, “distruggere”, “piallare”, come se i rappresentanti eletti da noi fossero dei novelli Goldrake armati di lame rotanti o dei Mazinga Z con le spade giganti. Non voglio però fare di ogni erba un fascio: esistono moltissimi politici seri, onesti, generosi. Purtroppo fa notizia quasi esclusivamente chi colpisce e aggredisce».
CON FRANCESCO CONTRO L'ARROGANZA
Poi la difesa del Papa: «Un grande danno per la Chiesa, un atteggiamento a volte aperto e a volte subdolo, mascherato da difesa di una “verità” che viene portata avanti in modo arrogante, a colpi di accuse e sospetti. L’arroganza è uno dei comportamenti meno evangelici che esista». Poi, appunto, i quattro capitoli sulla parrocchia. Molto interessante il passaggio sull’accoglienza, quando don Erio: «Prima di tutto è necessario, come cristiani, farci portatori e divulgatori di dati reali e non gonfiati, attraverso una corretta informazione” poi “divulgare di fatti buoni” e dare linee di lavoro. Tra queste “favorire esperienze di incontro con i migranti ai diversi livelli: corsi di italiano, momenti di festa, occasioni gastronomiche, incontri per conoscere le rispettive culture, forme di aiuto reciproco, come la spesa o la gestione domestica. In secondo luogo, è importante studiare la possibilità di un’accoglienza ‘diffusa’. Forse basterebbe realizzare l’invito che papa Francesco lanciò nel settembre del 2015: che cioè ogni parrocchia possa accogliere una famiglia. In alcune parrocchie avviene già».
VITA NUOVA IN PARROCCHIA
Un ultimo tema è il percorso di revisione delle parrocchie, destinato a concludersi entro giugno 2019. Si sono svolti negli scorsi mesi gli incontri con i sacerdoti dei 13 vicariati, caratterizzati da tre livelli di riflessione: pastorale, economico–gestionale e giuridico–canonico. Ricordando che «non deve mai essere il timore, ma l’amore, a muoverci», Castellucci sottolinea come l’obiettivo sia quello di rendere le parrocchie in grado di operare al meglio in un mondo in trasformazione. «Non si parla di abolire delle parrocchie, ma di rivitalizzarle. Iintendiamo dare compimento a questo percorso iniziato tre anni fa, dandogli una forma definitiva con il confronto con i consigli pastorali». —
PAOLO SEGHEDONI
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