Fanano. L’apicoltore nomade che in montagna crea il “miele del Crinale”
Luca Serri, 42 anni, lavorava in una azienda informatica Poi ha scelto di seguire la sua passione. ed è nata Soleterra
FANANO Si definisce un apicoltore nomade Luca Serri, perché quando comincia la stagione della fioritura, circa da metà aprile, Luca porta le sue arnie con le api in giro per l’Italia per produrre i vari mieli, in gruppi da 30 a 50 (ne ha un totale di 180 ed il suo obiettivo è arrivare a 200).
Luca ama davvero le sue api: “Capisco che possano fare paura, sono animali selvatici, bisogna sempre avvicinarsi con cautela e con le precauzione del caso. Ma sono animali meravigliosi, che vanno rispettati e curati”.
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Porta le sue api ad esempio sul confine con la Svizzera per produrre il miele di acacia, un gruppo resta a Modena per il miele di tiglio, oppure alcune vanno nelle Marche per il miele di girasole. Solo su terreni coltivati in modo sano e biologico. Perché Luca produce miele rigorosamente biologico. Mentre di inverno le
Luca ha 42 anni, ha lavorato per diversi anni in una azienda informatica, poi ha deciso di cambiare vita e di occuparsi della sua grande passione: il miele.
Ha frequentato un corso post-diploma di un anno organizzato dalla scuola Spallanzani di Castelfranco Emilia. Lì ha studiato le tecniche di produzione artigianale dell’aceto balsamico, dei salumi e dei formaggi, ma è l’attrazione per il complesso universo delle api che lo convince a mettersi in cerca di un maestro apicoltore. Conosce così Gaetano Stradi, da oltre cinquant’anni "pastore di api" e titolare di un’attività che porta nel nome il riferimento a quegli alveari dell’Appennino che daranno a Luca un prezioso esempio e un’idea coraggiosa: quella di portare le arnie in montagna.
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Tra tutti i suoi prodotti infatti il più particolare è il “miele del crinale”.
Per produrlo è necessario portare le api sul Crinale dell’Appennino Tosco-Emiliano, intorno a 1500 metri in vicinanza del Libro Aperto. Una missione antica, la riscoperta del nettare del mirtillo nero dell’Appennino, del lampone, del timo serpillo, del rododendro del Libro Aperto.
Un miele di alta quota faticoso e pregiato, unico, quintessenza dei profumi e dell’anima del territorio montano, con un sapore intenso e note fresche e fruttate.
“Ho cominciato a produrre il miele del crinale – spiega Luca – da tre anni. Il primo anno ho portato tre arnie, il secondo anno 10 poi il terzo anno 23. Portare le api è molto faticoso, lassù non arrivano le macchine. Il primo anno ho portato le arnie a spalla, poi ho trovato un agricoltore che mi aiuta con il suo trattore. È un miele ottimo con tutto, anche da solo. Gli altri mieli sono buoni, ma, se vogliamo paragonarlo ad un vino, è il Barolo dei mieli. Per questo progetto vorrei anche ringraziare il Comune di Fanano che mi ha sempre sostenuto ed aiutato”.
L’azienda di Luca, Soleterra, produce sette varietà: acacia, tiglio, castagno, girasole, millefiori, melata e miele del crinale.
I punti vendita sono a Carpi in via Sott’argine San Martino 2 e a Lesignana - Strada Nazionale per Carpi 1041/a. —
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