Parliamoci / Così normali che nessuno di noi li vede
Ci siamo persi, tutti ma proprio tutti, uno di noi. Si chiamava Paolo e aveva anche lui un profilo Facebook, un lavoro, gli amici, le sue passioni, un sigaro buffo tra le labbra nelle foto serene
Ci siamo persi, tutti ma proprio tutti, uno di noi. Si chiamava Paolo e aveva anche lui un profilo Facebook, un lavoro, gli amici, le sue passioni, un sigaro buffo tra le labbra nelle foto serene, vestito di gialloblù come un tifoso del Modena: un’apparente normalità, assolutamente normale, pur qua e là anche apparentemente faticosa. Così che quando la sua sofferenza, le sue insicurezze nascoste a tutti (forse anche a se stesso) sono esplose e lui le ha soffocate come ha fatto con l’anziana madre, nessuno è riuscito a spiccicare parola che ricollegasse la ragione di un gesto alle ragioni per cui ci sembra di spendere i nostri giorni.
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Il matricidio e suicidio di Sassuolo tocca tutti perché rompe per un giorno la patina di indifferenza, distrazione, abulìa che ci circonda nonostante sembriamo così attenti a tutto quanto avviene nel mondo intero, così coinvolti da gravissimi guai che crediamo ci affannino. Intanto, a fianco a noi, un figlio, un fratello scricchiola giorno per giorno fino a cedere: e lo fa con il silenzio assordante di un cuscino sulla bocca di chi lo ha cresciuto, di un volo giù dal ponte, in disparte, là dove è difficile qualcuno lo veda. Perché nessuno di noi lo aveva visto, ascoltato, compreso, ancor prima che aiutato, caso mai fosse modo possibile.
Nessuno ha responsabilità diretta nell’accaduto, non c’è un nemico da additare fingendo gratuita indignazione, smacchiandosi una coscienza comprata in saldo, neppure il fisco o una banca o la crisi, un governo o un sindaco da ingiuriare. Nessuno ha colpa, l’abbiamo tutti: perché distratti da tutto non riusciamo più a connetterci con persone così vicine, divenute così lontane. Non c’è campo. Solo una nebbia in cui si muovono innocenti fantasmi, per i quali non c’è welfare o assistenza in grado di risolvere un problema che loro stessi magari non hanno forza e coraggio di porre: persone, come noi.
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