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Finale: politici, funzionari e volontari. Inizia il “processo” al Comune

Finale: politici, funzionari e volontari. Inizia il “processo” al Comune

Domani la prima udienza preliminare per Ferioli, Soragni e due vecchi assessori Sotto inchiesta le delibere contraffatte e i rapporti con le associazioni locali

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FINALE. Abuso d’ufficio, falsità materiale, turbativa d’asta sono a vario titolo i capi d’imputazione contestati dal pubblico ministero Marco Niccolini agli ex vertici comunali e al mondo dell’associazionismo finalese. Inizia domani, in tribunale, il lungo iter dell’udienza preliminare per l’ultimo scandalo giudiziario che travolse la Giunta guidata da Fernando Ferioli.

gli imputati. Sono 13 le persone per cui la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio. Oltre a Ferioli, ci sarà il suo predecessore Raimondo Soragni (la sua posizione è destinata alla pressoché immediata prescrizione) e due suoi assessori: Angelo d’Aiello e Fabrizio Reggiani. Davanti al gup si dovranno presentare anche i funzionari che per anni hanno guidato gli uffici comunali: l’ex segretaria Natalia Magaldi, la vice Monica Mantovani e Giulio Gerrini. Con loro siederanno anche i vertici di tre importanti associazioni finalesi e massesi: Bocciofila di Massa, Quartiere Ovest e Coac con i rispettivi referenti Franco Ferrari, Dante Veratti, Vasco Bergamini, Iolanda Grechi, Silvano Borghi e Giuseppe Poggioli. A completare il folto gruppo ci sarà Alberto Tura, titolare dell’agenzia “L’Accento”, storico organizzatore della Fiera di Aprile.

Le vicende. La parte più complessa pare essere quella di una delibera di Giunta che gli investigatori - le indagini sono state eseguite dai carabinieri del Nucleo Operativo di Modena e dei carabinieri di Finale - ritengono essere stata falsificata come del resto avrebbero ammesso anche altri assessori che non risultano indagati. Riguarda l’acquisto del magazzino ex Comel per realizzare un auditorium per circa un milione di euro. Stando alla ricostruzione accusatoria quel voto di Giunta non ci sarebbe mai stato per essere costruito postumo.

Sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti sono poi finiti i rapporti con alcune associazioni che, storicamente, curavano e gestivano gli spazi della bocciofila, dell’Ovest e del Coac di Massa. Mancavano però le convenzioni di gestione e nel momento di sanare le varie posizioni irregolari si era ricorso alla modifica degli atti municipali. Alla pari di quanto accaduto al Coac dove la Procura contesta tre ordinanze non corrette per effettuare il restyling da 144mila euro.

Per l’ex sindaco Ferioli c’è un ultimo capo d’imputazione che lo vede impegnato con Alberto Tura, titolare dell’impresa “L’Accento”. Nel bando di aggiudicazione del servizio, secondo il pm Niccolini, l’ex sindaco avrebbe voluto una clausola (l’anzianità di iscrizione alla Camera di Commercio) che avrebbe favorito Tura rispetto ad una concorrente. Clausola a cui la responsabile del procedimento si oppose - e Ferioli avrebbe avallato la scelta - tanto che non venne infine applicata. —

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