West Nile e virus Toscana, in cento all’incontro
Assemblea pubblica con sindaco Paradisi e Ausl. Gli esperti illustrano le iniziative intraprese per combattere le zanzare
CASTELNUOVO
Si è svolto venerdì sera l’incontro rivolto ai cittadini di Castelnuovo e Montale per fare il punto sulla situazione zanzare, fenomeno che nell’ultimo periodo ha causato grave preoccupazione ben oltre la provincia di Modena a causa degli ormai accertati 18 decessi causati dal West Nile, virus veicolato proprio dalle punture di questi insetti. Sono intervenuti alla conferenza, oltre a un centinaio di cittadini, il dottor Ferraresi ed il dottor Gelati, entrambi del servizio veterinario Ausl di Modena, nel tentativo di fornire alcuni punti fermi che potessero arginare allarmismi e istruire rispetto alle corrette pratiche di prevenzione e protezione. È infatti dal 2007, quando si verificarono 247 casi di febbre da Chikungunya, che la Regione ha attivato piani di controllo e azione rispetto alla presenza delle zanzare, con interventi “integrati” che vengono applicati ogni anno anche dal Comune di Castelnuovo, come è stato spiegato alla riunione. Nello specifico, la presenza di zanzare può essere arginata attraverso la lotta biologica, tramite naturali predatori delle zanzare o delle loro larve come i pesci del tipo Gambusia e le libellule; attraverso la corretta gestione delle acque, che comprende lo sfalcio dei terreni, l’eliminazione dei ristagni d’acqua e il controllo e la pulizia dei ristagni di acque luride; tramite la lotta chimica, con trattamenti larvicidi o adulticidi. Nello specifico, il Comune di Castelnuovo aveva già a regime un piano di controllo delle zanzare con trattamenti larvicidi mensili nei pozzetti e nei fossati, ora aumentati a cadenza quindicinale su nuove normative regionali. Sempre a Castelnuovo viene poi mantenuta viva una popolazione di gambusie nei laghetti pubblici e vengono fatti trattamenti antizanzare in tutte le scuole prima dell’inizio delle lezioni, oltre all’acquisto ed alla distribuzione gratuita di prodotti larvicidi per l’utilizzo nelle aree private dei singoli cittadini. È solo attraverso un lavoro combinato di pubblico e privato, viene infatti specificato, che si possono ottenere risultati significativi. I cittadini vengono poi invitati, oltre al controllo della propria area privata e dei cosiddetti focolai larvali, ovvero qualunque ristagno d’acqua potenzialmente utilizzabile dalle zanzare per la riproduzione, ad utilizzare metodi di protezione individuale quali zanzariere e prodotti repellenti, nello specifico “icaridina” per i bambini e “deet” per gli adulti, prodotto troppo forte per la pelle dei più piccoli. —
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