E' il gran giorno del Cersaie: la ceramica reagisce alla crisi
Inaugurata a Bologna l'edizione numero 36 del Salone internazione della ceramica dedicata a "Sostenibilità e salubrità". Il presidente di Confindustria Boccia: "È un settore che fa comprendere come l'industria italiana è capace di reagire e quanto sia importante valutare gli effetti sull'economia reale"
BOLOGNA. Aperta oggi lunedì 24 settembre a Bologna, la trentaseiesima edizione del Cersaie, il Salone Internazionale della Ceramica per l'Architettura e dell'Arredobagno. La kermesse, in programma fino a venerdì 28 nel quartiere fieristico della città emiliana, porta in scena tutte le novità del settore e si articola in cinque giorni densi di appuntamenti, convegni e dibattiti.
Ad aprire la manifestazione, è stata una tavola rotonda dal titolo «Sostenibilità e salubrità: la ceramica Made in Italy nella competizione internazionale». L'incontro, introdotto dai saluti del presidente di Bologna Fiere Gianpiero Calzolari, ha visto sul palco, il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini; il presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani; il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia e il presidente di Confindustria Ceramica, Giovanni Savorani.
Ospite di massima caratura all'inaugurazione del Cersaie, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia ha sottolineato l'importanza della ceramica per l'economia nazionale. "È un settore che fa comprendere come l'industria italiana è capace di reagire e quanto sia importante valutare gli effetti sull'economia reale", ha sottolineato il presidente di Confindustria.
"Se solo pensiamo che gli 80 milioni di bonus ristrutturazione solo per questo settore hanno generato 1,8 miliardi di investimenti - ha detto prima del taglio del nastro - ci rendiamo conto come la politica fiscale possa diventare uno strumento per un'accelerazione di sviluppo e di crescita e di investimentì. Il settore della ceramica per Boccia è lo specchio del Paesè in quanto 'occorre investire su un'industria ad alto valore aggiunto, ad alta intensità di produttività e ad alta intensità di investimenti, cosa che questo settore ha fatto, che guarda al mondo come mercato e che ci conferma che l'Italia ha bisogno di mercati larghi", ha rimarcato il leader degli industriali.
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