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FONDAZIONE MAV 

Fuga dei dipendenti alla Galleria Civica Sindacati mobilitati

S.L.
Fuga dei dipendenti alla Galleria Civica Sindacati mobilitati

«Mancano un progetto e una chiarezza organizzativa Condizioni dei lavoratori,  in netto peggioramento» La Lega attacca il Comune

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La Cgil annuncia una mobilitazione a favore dei lavoratori della Fondazione Modena Arti Visive (Fmav): «I dipendenti - spiega una nota del sindacato - sono stanchi di aspettare. La mancanza di un progetto e di una chiarezza organizzativa sta portando ad un peggioramento progressivo delle condizioni dei lavoratori».

Questi i contenuti di una lettera spedita ai vertici della Fondazione, l’ente costituito da Comune e Fondazione cassa di risparmio che vede le comunali Galleria Civica e Museo della figurina accorpate all’ente privato Fondazione Fotografia. La fondazione compirà a breve un anno di attività ed è alle prese con un fuggi fuggi dei dipendenti. «I dipendenti sono esposti a disagi sempre maggiori - dice Fabio De Santis, segretario FP/Cgil - e i numeri sono impietosi. L'organigramma di Fmav presentato il primo febbraio scorso contava 27 persone, direttrice inclusa. Attualmente 7 di quelle persone non fanno più parte dello staff, di esse una era in posizione direttiva. A fronte di ciò sono state aggiunte solo 2 figure nuove, entrambe in posizione direttiva. Va aggiunta, poi, una terza figura che presta servizio per la Fondazione tramite un'altra azienda. Vorremmo avere delle risposte concrete, per questo non escludiamo il ricorso a forme di mobilitazione». Ma le problematiche, con cui sono alle prese il presidente Gino Lugli e la direttrice generale Diana Baldon, sono anche altre. In particolare da un anno non vengono comunicati gli afflussi alle mostre che continuano a essere senza catalogo. La direttrice, finora, ha quasi sempre operato via Skype e mail dalla Scandinavia dove vive, il presidente Lugli a quanto pare è spesso lontano. Inoltre le istituzioni paiono prendere le distanze da Fmv. Oggi allapresentazione del “Piano operativo triennale”.

E interviene anche la Lega . «Lo avevamo denunciato da tempo - spiegano i leghisti - che la Fmav possiede in teoria diverse professionalità da valorizzare. Al contrario, si è caratterizzata per una gestione disordinata e conflittuale a causa dell’assenza totale di una figura capace di riunire le varie anime che la compongono per un lavoro comune. Si è scaricata tutta la colpa sulla direttrice Baldon, evidentemente troppo distante (non solo fisicamente) dalle problematiche reali dell’Istituto, eppure appare evidente l’inadeguatezza di una cabina di regia che sarebbe spettata all’assessorato alla cultura. D’altronde l’accentramento assoluto dei poteri voluto dal sindaco non consente l’emergere di nessun altro: se questa è la situazione della Fondazione Arti Visive cosa potrà combinare il sindaco in vista di un progetto ben più ambizioso e costoso come quello del polo culturale Sant’Agostino-Estense?». ——

S.L.

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