Il Codex Purpureus è un capolavoro anche in facsimile
Un anno di lavoro alla Franco Cosimo Panini per riprodurlo, soltanto cinque copie due in dono al Papa e a Mattarella. La cura dei dettagli
Un altro capolavoro di Franco Cosimo Cosimo. È il Codex Purpureus Rossanensis che l’editore modenese ha riprodotto in facsimile, forte della sua straordinaria esperienza in questo settore, iniziata nel 1996 con la Bibbia di Borso d’Este, vera perla della miniatura italiana del Rinascimento.
Solo cinque esemplari per questa particolare edizione dell’evangelario greco miniato tra il V e il VI secolo, custodito a Rossano presso il Museo Diocesano e del Codex. Delle cinque copie, due saranno donate: a Papa Francesco e al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Le altre tre saranno esposte in luoghi diversi per far conoscere ed apprezzare i contenuti e l’unicità dell’opera.
L’originale è davvero singolare. Il suo splendore emerge, in particolare, dopo il restauro conservativo a Roma. È stato realizzato in uno dei centri di attività scrittoria di matrice bizantina. Accoglie molteplici interessi: biblico e religioso, artistico e paleografico, storico e documentario, tanto da essere riconosciuto nel 2015 Patrimonio dell’Umanità.
Ma non di meno sono le riproduzioni in facsimile per la proverbiale cura che l’editore modenese ha sempre conferito ai Codici apprezzati in tutto il mondo, non solo dai collezionisti. E per la realizzazione del progetto, sostenuto dall’Arcivescovo della Diocesi di Rossano Cariati mons. Giuseppe Satriano, è stato necessario un anno di meticoloso lavoro per pervenire ad una perfetta e fedele riproduzione del manoscritto, impreziosito da 15 meravigliose miniature sulla vita e la predicazione di Gesù, dalla Resurrezione di Lazzaro alla parabola delle dieci vergini, dall’Ultima Cena alla scelta tra Gesù e Barabba.
Si è fatto ricorso alle tecnologie più avanzate e complesse, ma tante “le accortezze nell’utilizzare pigmenti di colori particolari, delle lamine. Abbiamo riprodotto – dice Lucia Panini, responsabile del progetto editoriale – la biacca. Un lavoro alquanto complesso”.
Il facsimile si presenta con carta pergamentata per garantire la più alta fedeltà cromatica. In modo impeccabile è stata riprodotta, anche nelle sfumature, la pergamena purpurea, nelle sfumature con inchiostri d’oro e d’argento. Alle tecniche innovative di stampa digitale si aggiunge l’aspetto artigianale della legatura fatta a mano dalla Bottega dei Gozzi. Sorprendente il facsimile nelle 376 pagine che contengono l’intero Vangelo di Matteo e quasi tutto quello di Marco, il cui ritratto occupa un’intera pagina. Da notare la maiuscola biblica, scrittura in cui è vergato il testo dei Vangeli.
Il facsimile che gareggia in bellezza con l’originale, documento simbolo di una regione, la Calabria, che ha mediato e tradotto in sintesi la civiltà greco-orientale e quella latino-occidentale, è stato presentato nel Museo Dicocesano di Corigliano Rossano. —
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