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“Motor show”, seconda rinascita Il superevento trasloca a Modena

Gabriele Farina
“Motor show”, seconda rinascita Il superevento trasloca a Modena

Una manifestazione tra Fiera, l’autodromo di Marzaglia e il centro storico. Domani l’annuncio a Milano

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MODENA La Fiera rapita, no in questo caso salvata. Il Motor show di Bologna è in procinto di traslocare a Modena. L’annuncio ufficiale sarà dato a breve, dovrebbe giungere già domani, in una conferenza stampa convocata a stretto giro a Milano.

Al tavolo, secondo quanto trapela dal capoluogo regionale, sia il governatore Stefano Stefano Bonaccini sia il sindaco ci Modena Gian Carlo Muzzarelli. Il nome del primo cittadino è legato alle azioni di Modena Fiere detenute da Comune e Provincia. Con una percentuale intorno al 29%.

Proprio nella sede di viale Virgilio, come anticipava ieri il Corriere Bologna, dovrebbe traslocare un evento motoristico che in passato ha vissuto momenti gloriosi, ma che negli ultimi anni ha invece conosciuto una fase di calo. L’edizione 2018 si sarebbe dovuta tenere a dicembre in formato ridotto: dal 6 al 9 dicembre, appena quattro giorni di apertura al pubblico contro i dieci del 2008.

D’altronde, i conti sono in rosso: nel 2017 le spese hanno superato gli incassi di circa un milione e 700mila euro. Tutto sarebbe pronto, dunque, per un passaggio di testimone. La scelta di Modena, che si avventura in un progetto ambizioso, si può motivare per ragioni di ordine societario (ed economico), storico e futuristico. Innanzitutto, Modena Fiere è controllata al 51% da Bologna Fiere, per cui gli organizzatori non farebbero un salto nel buio, ma giocherebbero in casa. Inoltre, le aziende motoristiche del territorio modenese hanno poco da invidiare alle “colleghe bolognesi”.

Lo spostamento di circa cinquanta chilometri dalla bolognese piazza della Costituzione al geminiano viale Virgilio non avrebbe ricadute negative in termini né d’immagine né di partecipanti alla rassegna, calamitati al centro della Motor Valley.

Infine, gli scenari futuri. Il mondo dei motori è incamminato sempre di più verso scenari ibridi e a guida autonoma. Le realtà modenesi hanno già avviato percorsi di rilievo a più livelli, dalla Ferrari – che intende raggiungere il 60% di vetture ibride nel 2022 – all’università di Modena e Reggio, i cui studenti e dottori sono già al lavoro su entrambi i progetti. Un risultato è stato apprezzabile anche ieri in Fiera in uno degli appuntamenti che ha attratto migliaia di curiosi e appassionati delle due e quattro ruote: Modena Motor Gallery. Una rassegna con esemplari unici, filmati inediti, convegni, presentazioni di libri e curiosità che può rappresentare un’edizione in scala, se così si può dire, della rassegna bolognese.

D’altronde, gli scambi tra Modena e Bologna corrono veloci. Se 80 anni fa Maserati lasciava il capoluogo regionale per insediare il Tridente sotto la Ghirlandina, appena l’anno scorso Unimore presentava davanti alla sede della Regione i corsi della Motorvehicle University of Emilia-Romagna. L’ateneo modenese e reggiano guida d’allora una formazione ingegneristica specializzata che riguarda anche le università di Ferrara, Parma e appunto Bologna. Senza dimenticare un tassello importante di un puzzle che si preannuncia avvincente. Modena si starebbe muovendo per costruire un evento che superi il concetto tradizionale di fiera e punti al cuore della città. In tal senso, l’autodromo sarebbe una destinazione privilegiata, ma non unica. Si pensi all’area per la guida intelligente modenese (Masa), prototipo nazionale che sarà testato fra tre giorni proprio a Marzaglia.
 

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