«Emissioni e costi minori : ceramica ora sostenibile»
«La produzione è cambiata e tante rilevazioni dimostrano gli enormi progressi in tema di inquinamento ma c’è anche la crescita per produzione e occupazione»
A differenza di altre edizioni, nelle quali il tema era soprattutto legato agli aspetti economici del settore ceramico, il Cersaie 2018 si è aperto a Bologna con il discorso del nuovo presidente di Confindustria Ceramica Giovanni Savorani, dedicato al tema della sostenibilità.
Evidente e significativa l'assenza di qualunque rappresentante del governo italiano entrato in carica a giugno ma erano presenti il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, il governatore regionale Stefano Bonaccini e il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani .
Savorani ha potuto esporre alcuni dati confortanti sul lavoro, sullo sviluppo, sull'ambiente. La ceramica sta tornando sui suoi livelli più alti, ha quasi azzerato gli ammortizzatori sociali «e anche in tutto il periodo della crisi – ha spiegato il presidente – ha continuato a investire almeno il 5% del fatturato, fino al 9,3 del 2017. Investimenti che hanno cambiato qualità e modalità di produzione: le grandi lastre in particolare e la digitalizzazione del decoro hanno consentito contenimento dei costi energetici, migliorato la situazione negli ambienti di lavoro, nell'anti-infortunistica, nelle emissioni. Le fabbriche sono più vivibili, sicure e belle».
Secondo un'indagine svolta in cinque anni consecutivi da Arpa Emilia Romagna, spiega Savorani, «sono state confrontate le emissioni della zona industriale ceramica con quelle dei vicini centri abitati e il dato mostra un inquinamento più elevato nei secondi. Anche un'indagine sui casi di tumore mostra nel comprensorio ceramico un'incidenza inferiore alla media regionale. Negli ultimi 4 anni l'incidenza degli infortuni nell'intera regione, non solo nella ceramica, è calata del 23 per cento. Sono tutti dati confortanti che non ci appagano – ha continuato il presidente di Confceramica – perciò siamo al lavoro per creare una certificazione Iso sulla sostenibilità, la prima non legata al prodotto ma a come viene fatto».
Ovviamente ci sono anche dati positivi dal punto di vista della crescita: 1 punto e mezzo di produzione in più, arrivata a 422 milioni di metri quadrati; 1,77 per cento di aumento di vendite; quasi il 2 e mezzo per cento in più di fatturato totale e soprattutto, quasi il 3 per cento di crescita occupazionale, con gli addetti ormai prossimi a quota 20mila. Ci sono anche le richieste: «Abbiamo quatto obiettivi per il futuro: migliorare l'aspetto della formazione; fare più sistema, ci serve un'iniezione di fiducia dal Paese, che va tradotta in infrastrutture e collaborazione; facciamo ripartire l'edilizia nazionale, per esempio accelerando le procedure per l'adeguamento sismico degli edifici; lavoriamo su leggi problematiche, quali le emission trading e il concordato preventivo».
Invocazioni rivolte ovviamente al governo e rilanciate dagli altri presenti: «L'Europa la sua parte l'ha fatta – ha detto Tajani – per esempio arrivando, insieme agli imprenditori, a chiare regole sui dazi e sulle leggi anti-dumping o ad accordi commerciali come quello con il Canada, che ci stanno facendo crescere. L'Italia non può ancora ridiscutere dopo vent'anni progetti come la Tav o i collegamenti autostradali». —
GABRIELE BASSANETTI
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