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il direttore badalotti  

Foto ai minori Seta difende la sua decisione

Foto ai minori Seta difende la sua decisione

«È nell’interesse degli utenti» E sulle multe sbagliate ammette «In un anno 1.148 errori  dopo i ricorsi sanzoni revocate  «Furti d’identità, 10 i casi»

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Nessuna risposta sui punti cruciali sollevati dalla schedatura delle ragazzine e dei minorenni sugli autobus, ma un’autodifesa d’ufficio sulla base di un parere favorevole del Difensore civico regionale. Ma quest’ultimo in base a quali leggi parla? Nessuna, se non l’esigenza di fare cassa per la municipalizzata. In quanto poi al fatto che vengano fotografati dei minorenni a bordo, e che nel caso in specie la schedatura sia stata gratuita perchè la sanzione è stata annullata, Badalotti non dice nulla. Come sui tempi di risposta e il progressivo aumento della multa. Il livello delle verifiche? Ben 1.148 delle multe erano infondate, come ammette lui stesso.

«Seta - scrive il direttore Seta - è sottoposta ad una stretta e costante vigilanza e la violazione sistematica ed impudente dei codici o dei contratti sarebbe, anzi, è semplicemente impossibile da attuare o da perseguire. Per le sanzioni, è ovvio che si tratti di una situazione spiacevole per chi è in buona fede. Tuttavia l’attività di controllo della regolarità dei viaggiatori è necessaria ed è esercitata secondo le norme vigenti, a partire dalle leggi regionali 21/1984 e 30/1998. I verificatori non possono esimersi dall’applicare le norme previste, senza eccezioni e/o favoritismi di sorta: il loro compito è semplicemente quello di rilevare una situazione oggettiva, indipendentemente dall’età, sesso, condizione sociale o nazionalità dell’utente che hanno di fronte. Le stesse norme succitate, infatti, prevedono adeguati strumenti di tutela dell’utente che ritenga di essere stato ingiustamente sanzionato. Si può sempre fare ricorso o chiedere di essere sentito da un nostro incaricato entro 30 giorni dalla contestazione o notifica, e posso assicurare che ogni ricorso viene attentamente esaminato da una commissione interna, che per ogni procedimento apre una vera e propria indagine. Quando, in base agli accertamenti eseguiti (ad esempio acquisendo la versione del verificatore, quella dell’autista o quelle di testimoni presenti al fatto) sussistono fondati elementi per annullare la multa ciò avviene senza bisogno di ulteriori iniziative, in ossequio al principio dell’autotutela. Al di là delle opinioni più o meno pretestuose, i dati parlano chiaramente: nel 2017 sono stati ben 1.148 i ricorsi accettati».

«Venendo - conclude - al tema della registrazione/acquisizione di immagini degli utenti sanzionati che non presentino un documento di identità, questa pratica è stata attivata da Seta – prima azienda in Italia – da più di un anno, al solo scopo di rendere più efficace l’attività di contrasto all’evasione, accrescere la sicurezza dei passeggeri e del personale in servizio, prevenire possibili abusi da parte degli utenti irregolari. Le immagini acquisite dai verificatori vengono conservate da Seta nel rispetto dei termini di legge e possono essere utilizzate esclusivamente da parte dell’autorità giudiziaria o degli organi di polizia, per attestare l’effettiva identità del sanzionato in caso di contenzioso. In questo primo anno, ad esempio, tali immagini hanno costituito un supporto fondamentale in almeno 10 casi di denuncia per false generalità».

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