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L’Intervento 

Gargano: «Non chiamatela bravata Capisco la gente, ma la risposta c’è»

CASELFRANCOHa risposto presente appena i carabinieri hanno chiesto la collaborazione del Comune e per conto del municipio ha messo a disposizione telecamere e gli agenti della municipale. Dopo la...

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CASELFRANCO

Ha risposto presente appena i carabinieri hanno chiesto la collaborazione del Comune e per conto del municipio ha messo a disposizione telecamere e gli agenti della municipale. Dopo la denuncia dei due ragazzi, l’assessore alla Sicurezza, Gianni Gargano, è laconico. «Chi parla di bravata sbaglia - dice - e vuole derubricare un gesto gravissimo al di là del contesto in cui si inserirà e per cui attendiamo i responsi ufficiali dei carabinieri. Girare con una pistola, vera o falsa che sia, pronta a sparare non può essere giudicata una condizione normale da sdoganare come un fatto di pura quotidianità. Io però ci tengo a sottolineare che il sistema di sicurezza, anche questa volta, ha funzionato grazie ad un mix indispensabile per garantire il quieto vivere. I testimoni hanno aiutato, le telecamere anche, gli investigatori non si sono risparmiati nei loro accertamenti. Capisco che la gente ha paura, ma i cittadini devono sapere che c’è un sistema che li tutela e prova a proteggerli ogni qualvolta si viene informati per tempo e con notizie qualificate. Poi servirebbero leggi che non possiamo fare noi amministratori locali, ma che attendiamo da Roma e che riguardano la certezza della pena e le modalità di fermo. Ma serve tuttavia equilibrio nell’analisi: Gomorra è da un’altra parte, non a Castelfranco e voglio ribadirlo perché è ora di smetterla di descrivere la città come una zona senza presidio civico e sicurezza. Lo devono capire anche coloro che pensano di poter spadroneggiare con una pistola in tasca, ma anche chi pensa di insinuare timori per questioni politiche». —



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