«Motor Show, l’occasione va sfruttata»
Il mondo dell’automobilismo modenese plaude all’avvento della manifestazione: «Usiamo la testa e andrà bene»
«L’arrivo del Motor Show è meraviglioso, ma bisogna lavorare con la testa». Gli storici artigiani del made in Modena salutano con entusiasmo il trasloco del super evento da Bologna in città. L’annuncio è ufficiale è atteso oggi (la prima edizione modenese è attesa per maggio e non a dicembre come in passato). Il loro sguardo è già proiettato al domani.
«L’idea è molto intelligente e anche fortunata – il commento di Gianni Sighinolfi, un passato in Bugatti e Maserati – ma si ricordi che l’evento mette sotto tiro tutta la struttura della città, come il concerto di Vasco, che pure è stato su data singola. Non arriveranno 4-5mila visitatori, ma decine di migliaia di persone. La logistica è molto più importante della manifestazione: se non riesci ad accogliere la gente, non offri ospitalità e logistica di movimento, vengono per un anno, si accalcano, bestemmiano, poi l’anno dopo ti danno buca». La pensa così anche Federico Trombi, ex responsabile all’omologazione e ricerca della Fabbrica Blu di Campogalliano, oggi anima modenese con Sighinolfi della B-Engineering.
«A Bologna il treno arrivava direttamente in Fiera – ha ricordato Trombi – mentre a Modena vanno creati parcheggi e servizi navette per portare le persone perché la viabilità non è eccezionale. Il Motor Show a Modena sarebbe positivo sia per la manifestazione in sé sia per l’indotto. Anche il format in autodromo è bellissimo. A Modena occorrerà fare più con la testa di quanto non fatto a Bologna. Le case principali del motorsport sono proprio a Modena, in cui sono sviluppati progetti di vetture ibride e a guida autonoma che di sicuro saranno al Motor Show». Gl
i esperti del motorsport hanno lanciato suggerimenti sui passi da compiere. «Bisogna iniziare a pensare oggi ai trasporti, ai parcheggi, alle strutture, agli shuttle gratuiti – ha ripreso Sighinolfi – perché l’organizzazione è l’articolo 1 della manifestazione, i contenuti vengono dopo. All’autodromo si possono fare tutte le operazioni possibili. I musei Panini, Ferrari e Maserati, gli artigiani e le case automobilistiche creano indotti con le persone che andranno negli alberghi. Dobbiamo presentarci con un bel biglietto da visita e lavorare di squadra». «È un’occasione di rinascita per Modena», ha aggiunto Franco Bacchelli, anch’egli artigiano del nostro territorio di fama internazionale. Per Bacchelli «l’impianto di Marzaglia è indispensabile e sarebbe bello che venissero coinvolti più luoghi della provincia». Entusiasmo e piedi per terra coesistono nel pensiero di Mauro Battaglia, amministratore delegato di Vision Up, tra i propulsori di Modena Motor Gallery. «È una grande occasione – ha garantito Battaglia – ma non deve diventare un’edizione ristretta del Motor Show bolognese. Abbiamo collezioni privati, musei, club, passione, tecnologia, innovazione, università, Modena Fiere, la pista di Marzaglia e i Comuni per fare sistema. Bisogna iniziare a lavorare da subito per creare cento eventi e cento emozioni». «Un’opportunità i cui benefici non si limiterebbero alla sola città, ma ricadrebbero sul territorio provinciale fino a Bologna», ha sottolineato Mauro Rossi, presidente di Confesercenti Modena. Rossi ha rimarcato anche «l’aumento di appeal che avrebbero tutte quelle manifestazioni che si tengono in diversi periodi dell’anno, da valorizzare e promuovere». Non tutti però sono soddisfatti della novità. «Organizziamo una protesta sotto il Comune?», ha scritto un cittadino sulla pagina Facebook di #Mobastacemento, sollevando decine di commenti e progetti di resistenza contro la scelta. —
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