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Spari dall’auto: «L’ho preso quel nero» Fermati i ragazzi del Far-west in centro

FRANCESCO DONDI
Spari dall’auto: «L’ho preso quel nero» Fermati i ragazzi del Far-west in centro

Denunciati per lesioni, i carabinieri indagano sullo sfondo razziale. Scoperti anche per il disturbo della quiete notturna

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CASTELFRANCO

Inchiodati dalla testimonianza di un’amica, che si trovava in auto con loro al momento dello sparo e individuata grazie alle telecamere di sicurezza. Sono stati denunciati per lesioni i due ragazzi di 21 e 23 anni, accusati di aver sparato ad un 21enne pakistano che venerdì sera stava attraversando corso Martiri insieme a due connazionali. Ma per gli indagati, al di là delle lesioni, ci potrebbero essere guai peggiori se i carabinieri di Castelfranco dovessero confermare l’ipotesi su cui stanno lavorando ossia l’aggravante razziale del gesto. Che al momento non è considerato premeditato nonostante non appaia “normale” aggirarsi per la città con una pistola da soft-air pronta a fare fuoco con pallini di ferro.

LA RICOSTRUZIONE

I due ragazzi, italiani, operai, uno dei quali già noto alle forze dell’ordine per alcuni reati contro la persona, sabato sera sono a bordo di un’Alfa Mito bianca. Con loro c’è anche una 18enne. Transitano su corso Martiri, il 21enne abbassa il finestrino e spara mentre i tre pakistani stanno attraversando. Ne colpisce uno al gomito con il ferito - residente a Bologna e arrivato a Castelfranco per trascorrere la serata con gli amici - che sarà poi medicato e dimesso dal Policlinico con 15 giorni di prognosi. La serata della compagnia continua a cena e poi in discoteca per concludersi in un bar di Castelfranco per la colazione dell’alba. Hanno però ancora voglia di fare baldoria, alzano la musica dello stereo al massimo, incassando le reprimende dei residenti. I balordi allora si impossessano di alcuni sassi e li lanciano contro le finestre di chi ha avuto l’ardire di riprenderli, invocando la tranquillità notturna. Parte perciò la chiamata ai carabinieri con una pattuglia che identifica il gruppo di cui fanno parte, oltre ai due indagati, anche la 18enne e un’amica.

LE TELECAMERE e la confessione CHOC

Nel frattempo l’inchiesta per gli spari sta procedendo spedita con la polizia municipale di Castelfranco che mette a disposizione le riprese delle telecamere. E la registrazione immortala non il colpo di pistola, ma quantomeno l’Alfa Romeo in transito e poi la 18enne che scende qualche centinaio di metri più in là. La ragazza viene raggiunta, domenica, dai militari che la interrogano. E lei offre la propria versione, ricostruendo tutto l’accaduto fino ad ammettere una sibillina frase. Con fare trionfante il 21enne, dopo aver colpito il ragazzo pakistano, avrebbe infatti esclamato “l’ho centrato quel nero”. Si tratta di un raid razziale? Gli inquirenti stanno valutando senza però escludere altre piste. Perché quell’esultanza potrebbe lasciare intendere anche che il “pistolero” avesse già tentato in precedenza di colpire qualcuno senza però riuscirci.

Fatto sta che a suffragare la tesi accusatoria arrivano importanti rinvenimenti di prove: nell’Alfa Romeo, infatti, sono stati trovati almeno altri sette pallini, compatibili con quello che ha ferito il pakistano. Così come si sta cercando la pistola, usata per l’agguato. —

FRANCESCO DONDI



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