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a modena sul regionale 

Capotreno viene aggredita pugni e testata da passeggera

STEFANO TOTARO

La dipendente di Trenitalia ha subìto anche la tentata rapina del tablet di servizio Denunciata una 26enne. Fit Cisl: «Vigilantes sui convogli e tornelli in stazione»

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Prima un uno- due di schiaffi e pugni, poi un tentativo di rapina tra urla, minacce e offese e per finire una testata in faccia per il definitivo ko. È questo il trattamento subìto a Modena da una giovane capotreno l’altro pomeriggio, sul treno regionale che collega Bologna a Parma: la 27enne, dolorante e sotto choc è andata in ospedale per farsi medicare le ferite. Nel frattempo la polizia ferroviaria ha bloccato la passeggera che, scesa dal treno, cercava di eclissarsi. Si tratta di una 26enne nigeriana irregolare, che è stata denunciata per violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale, rifiuto di dare indicazioni sulla propria identità ed inosservanza delle norme sugli stranieri. Su questo episodio interviene la Fit Cisl, che, tramite Aldo Cosenza, segretario provinciale del sindacato trasporti, chiede «più protezione per chi lavora sui mezzi pubblici di trasporto, sia sui treni che sui bus. Non si possono lasciare soli lavoratori in balia di violenti, vagabondi, gente borderline che sui treni e anche nelle stazioni fa impunemente ciò che vuole. Sui treni in particolare è necessaria la presenza di squadre di scorta e di protezione aziendale, vigilantes, guardie protettive». «Ma soprattutto - aggiunge - è fondamentale installare tornelli nelle principali stazioni, in questo modo solo chi ha il biglietto può entrare nelle stazioni. Si eviterebbero disagi e contrasti di ogni tipo». E in effetti lo scontro scoppiato sul treno a Modena è nato dal fatto che la passeggera, era risultata senza biglietto al controllo della capotreno. Ciononostante non ci sarebbero stati problemi, perché il ticket di viaggio si può acquistare a bordo.

L’ASSALTO

Operazione che era stata effettuata, con qualche brontolio. Nulla lasciava presagire il seguito. La passeggera non aveva banconote di piccolo taglio, la capotreno allora le ha dato “un buono”, un apposito attestato da presentare in stazione per avere il resto dovuto in denaro. La donna l’ha preso e tutto sembrava finito qui, poi, a scoppio ritardato, la donna ha dato in escandescenza, ha raggiunto la capotreno su un altro vagone e le ha sferrato schiaffi e pugni. Non solo, dopo un’altra... pausa di riflessione, la passeggera ha di nuovo affrontato la capotreno. Ha cercato di strapparle il tablet di servizio e, visto che l'ufficiale faceva resistenza, ha sferrato una forte testata alla 27enne che è caduta a terra.

“SUBITO INTERVENTI”

«Non si può salire su un treno o un autobus ed essere aggrediti semplicemente perché si sta facendo il proprio lavoro. Da tempo – conclude Aldo Cosenza, segretario della Fit-Cisl - abbiamo richiesto un deciso intervento delle istituzioni, e ciò sia a livello nazionale negli incontri con il Ministero delle Infrastrutture, sia a livello regionale. Tuttavia, nonostante le nostre continue sollecitazioni e il confronto aperto con istituzioni e aziende, finora non è ancora stato predisposto un reale piano di prevenzione e sicurezza né per gli addetti ai lavori, né per gli utenti, con il solo risultato finale della totale inefficacia delle poche soluzioni adottate». —

STEFANO TOTARO

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