Gazzetta di Modena

Modena

LA REPLICA di porta aperta 

«L’emporio Portobello un progetto di comunità che continua a crescere»

Nessuna fuga dei volontari, ma un naturale ricambio. Con la soddisfazione di vedere il loro numero crescere di continuo. Così la direzione dell’emporio sociale Portobello, replica a proposito della...

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Nessuna fuga dei volontari, ma un naturale ricambio. Con la soddisfazione di vedere il loro numero crescere di continuo. Così la direzione dell’emporio sociale Portobello, replica a proposito della notizia riportata ieri circa uno stato di disagio esistente da qualche tempo tra gli operatori dell’emporio sociale di via Dvisione Acqui. Disagio che avrebbe fatto registrare numerose defezioni tra chi opera al servizio di questa importante struttura.

«Sono quasi 200 i volontari che attualmente prestano servizio a Portobello. - esordisce Luca Barbari presidente di Porta Aperta - - Non corrisponde pertanto al vero che vi sia una "fuga di volontari", come è stato scritto. Al contrario, a netto del normale turnover tipico delle attività di volontariato, sono sensibilmente in aumento le persone che danno la propria disponibilità a prestare qualche ora di volontariato all'emporio, così come sono in aumento il numero degli accessi delle famiglie beneficiarie di questo servizio così prezioso».

E prosegue: «Il progetto, dopo il passaggio di consegne nella gestione dal Centro Servizi di Volontariato a Porta Aperta, è rimasto invariato negli obiettivi e nel metodo ed oggi come ieri coinvolge un'ampissima rete di associazioni e di enti sostenitori, del terzo settore come del mondo profit. Portobello non ha mai avuto - e non ha nemmeno oggi - un direttore, come è stato scritto erroneamente, ma un coordinatore dei volontari, ora Paolo Negro, dipendente di Porta Aperta, positivo riferimento per i volontari, come lo sono stati i precedenti coordinatori, essi stessi dipendenti prima dell'Associazione Servizi di Volontariato Modena e poi di Porta Aperta: anche in questo nulla è cambiato. La dichiarazione rilasciata a mezzo stampa dal sig. Maurizio Davolio è pertanto totalmente infondata. Confidiamo che prima di aderire a certe dichiarazioni lesive della reputazione del progetto e delle associazioni e persone coinvolte, si interpellino l'associazione o i volontari e si faccia un giro a Portobello per verificare come stanno davvero le cose. Visita che invitiamo a fare per toccare con mano la realtà». —

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