La Bassa si ricompatta: «Non dovete soffiarci posti letto ospedalieri»
Consiglio dell’Unione Area Nord: clamoroso colpo di scena Paesi e partiti compatti per non avallare il depotenziamento
MEDOLLA
La pressione di decine di cittadini che hanno affollato l’aula del Consiglio dell’Unione dei Comuni Area Nord, tra i quali l’agguerrito comitato “Salviamo l’ospedale di Mirandola” e l’associazione “La Nostra Mirandola” capeggiata da Nicoletta Vecchi Arbizzi. La durissima posizione di consiglieri di minoranza di diverse comunità. Una nuova apertura a posizioni meno arroccate sulle indicazioni dei vertici Ausl da parte del Pd. Infine la presa di coscienza che Carpi sta ragionando in autonomia su un suo ospedale, sempre meno “baricentrico” con la Bassa.
Un mix di emozioni e volontà che ha rovesciato a sorpresa l’esito scontato dell’ordine del giorno sulla sanità e sui posti letto ospedalieri in discussione l’altra sera. Discussione che era stata fissata praticamente in ultimo, ovvero (se andava bene) a notte fonda. E invece alle 23 la maggioranza ha accettato di anticipare l’argomento. Primo atto di apertura, che ha consentito al consigliere Platis (Forza Italia) di presentare la sua proposta, subito condivisa dal consigliere del Pd Papotti. Ovvero di cristallizzare i posti letto disponibili nella Bassa a 130, per Platis motivo di soddisfazione, visto che nelle precedenti occasioni istituzionali erano anche meno.
Ma gli interventi delle minoranze hanno rovesciato saldamente questa prospettiva.
«Qui con la sanità si va a culo - ha tuonato senza mezzi termini Boetti di Finale- sarò anche campanilistico ma a Finale la situazione è quella che è e a Mirandola non va certo meglio. Faccio un esempio concreto: dovrò portare mia suocera per una visita geriatrica fino all’ospedale di Vignola: andata e ritorno sono più di 100 chilometri. È normale dover percorrere distanze simili per curarsi? Io dico di no…. ».
Ugualmente critico e deciso, e col solito piglio sarcastico in merito ad un’assenza importante, Nunzio Tinchelli: «Dunque è inutile che stiamo qua a litigare per dieci posti letto in più o dieci posti letto in meno. Non è questo il problema. Il problema è che dobbiamo rifarci al Pal del 2011, che prevedeva per l’ospedale di Mirandola 198 posti letto. Poi nel 2012 c’è stato il terremoto e si è dovuto far fronte all’emergenza sisma. Ma, ora, dobbiamo tornare a quanto era previsto nel 2011. E non calare sempre le braghe davanti al volere di Annicchiarico e dei vertici Ausl, su un tema tanto caro ai cittadini, molti dei quali presenti qui stasera. Curioso poi come in una serata in cui era previsto si discutesse di un argomento così sentito il sindaco di Mirandola, Benatti, fosse assente. Curioso perché, se non sbaglio, in questo consiglio ricopre proprio la carica di assessore alla sanità….».
In linea con il pensiero di Tinchelli anche il consigliere Bergamini che si è detto «contrario ad abbassare il livello dei posti letto da 198 a 130».
Così al termine, dopo le mediazioni del caso, si è trovata la “quadra”. Ovvero un documento congiunto che riscrivendo la proposta al ribasso di Platis gli dà comunque soddisfazione. Ma posti di riferimento per il territorio restano i 198 previsti nel Pal del 2011, non uno di meno. Anzi, il consiglio ha votato a favore dei 20 a Finale e 23 a Mirandola posti letto di “Osco” (ospedale di comunità). La delibera è passata all’unanimità, ad esclusione di Maurizio Boetti di Finale, il quale ha spiegato infine che si tratta di posti di lunga assistenza e non di lungodegenza, per i quali l’assistenza ai pazienti è molto più blanda. «È stata dura, ma alla fine abbiamo convinto tutti», dice Platis. —
A. SETTI - V. CORSINI
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