Mantova, chef Marchini rivoluziona il menù per i malati in ospedale
Piatti con cotture delicate e piacevoli, al bando i formaggini Il cuoco e la nutrizionista: «Salute e gusto aiutano la cura»
Il petto di pollo sarà più tenero e succoso grazie ad una cottura meno aggressiva e a bassa temperatura, mentre il purè di patate non avrà più latte, burro e parmigiano ma brodo vegetale, olio extravergine di oliva e non sarà più frullato ma solo schiacciato e saprà di patate. Al bando i classici formaggini a triangolo, mentre resiste l’intramontabile mela cotta.
Parola dello chef stellato modenese Luca Marchini, patron dell’Erba del Re e presidente per l’Italia dell’associazione Jre - Jeunes Restaurateurs e titolare del ristorante “L’erba del Re” di Modena, che insieme alla biologa nutrizionista Maria Chiara Bassi ha rivisitato e rivoluzionato il menù servito all’ospedale Poma di Mantova (1000 pasti ogni giorno) per dare un taglio più appetibile, gustoso e salutare ai piatti che arrivano nella mensa dei dipendenti e nelle corsie dei pazienti ricoverati.
Chef in ospedale fa un altro passo avanti. L’iniziativa, nata nel 2017 grazie anche all’intuizione del compianto dottor Alberto Fiaccadori con l’obiettivo di diffondere una cultura della sana alimentazione nella comunità sia all’interno che all’esterno dell’ospedale si arricchisce di tre nuovi progetti: un convegno al quale parteciperà anche il guru della nutrizione internazionale Franco Berrino, epidemiologo ed ex direttore del dipartimento di medicina preventiva dell’istituto Tumori di Milano, una mostra a cura degli studenti del liceo artistico Giulio Romano e un corso-concorso di cucina aperto ai mantovani.
I tre eventi sono stati presentati ieri mattina all’ospedale Poma dal direttore sanitario aziendale, Maurizio Galavotti, dal direttore di presidio, Consuelo Basili, dallo chef Luca Marchini e dalla biologa nutrizionista Maria Chiara Bassi. Erano presenti anche la dietista Monica Torazzi e i due coordinatori della cucina del Poma Nicola Marchetti e Antonella Carrara. «Tutto questo – ha commentato la Basili – per migliorare la qualità dei piatti dal punto di vista nutrizionale e dell’appetibilità e per trasmettere il concetto che una sana alimentazione è fondamentale nel processo di cura ».
Il convegno “Alimentiamo la salute” si terrà il 5 ottobre all’università di Mantova e rappresenta una giornata di studio sul cibo, le sue potenzialità tra prevenzione, cura e cultura. Due le sessioni riservate ai professionisti della salute con una ventina di relatori. Al termine dei lavori sarà redatto un documento con le linee guida da proporre anche agli altri ospedali italiani. Alle 18 momento pubblico aperto a tutti con il professor Berrino, esperto di corretta alimentazione. La mostra “La bellezza salverà il piatto” in collaborazione con Coldiretti è invece un percorso di sensibilizzazione che ha coinvolto gli studenti del Giulio Romano sul tema alimentazione, nutrizione, salute e prevenzione. —
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