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Modena trasforma il Motor Show Un grande festival in tutta la città

Giovanni Balugani
Modena trasforma il Motor Show Un grande festival in tutta la città

Ufficializzato il trasferimento da Bologna alla Ghirlandina Si terrà dal 16 al 19 maggio tra fiera, autodromo e centro

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MILANO

Gian Carlo Muzzarelli si siede al tavolo da poker e rilancia nuovamente. E punta forte. Non solo portando a Modena il Motor Show, ma trasformandolo, andando a cambiare una formula collaudata da decenni, quella del classico salone automobilistico, e dandole una conformazione che, a sua detta, è perfetta per la città. Un abito nuovo per una manifestazione che negli ultimi dieci anni era andata via via perdendo colpi, soprattutto alla voce bilancio.



Un nome nuovo innanzitutto. Non più Motor Show, bensì Motor Show Festival Terra di Motori. Che non è solo un’idea di marketing per rinfrescare il tutto, ma che racchiude il concetto della manifestazione. Festival a segnare un distacco netto dal passato, perché se gli amanti del Motor Show erano abituati alla fiera di Bologna, a Modena assisteranno a una rassegna di quattro giorni da vivere a 360 gradi in città. Quindi se il punto nevralgico resterà fissato nei padiglioni, stavolta quelli di viale Virgilio, in tante altre zone del territorio si svilupperanno eventi e appuntamenti. In primo luogo l’autodromo di Marzaglia, che sarà la calamita dell’adrenalina e degli spettacoli a tutta velocità («eventi che non faranno rimpiangere la mitica Area 48 di Bologna», ha detto Muzzarelli). Poi il centro e i musei delle case automobilistiche, con Ferrari in testa. Per fiera e autodromo il format dovrebbe essere quello classico, mentre c’è grande curiosità su cosa verrà allestito in città e altrove.



Un punto interrogativo enorme se si pensa che già l’organizzazione in zona fiera sarà impegnativa, visto il numero di visitatori che il Motor Show attrae (l’anno scorso le presenze furono 280mila). Il preannunciato coinvolgimento globale della città ricorda molto quello del Vasco Modena Park, con una macchina organizzativa imponente che dovrà essere messa in campo da Comune e Modena Fiere. Tanto che lo stesso Muzzarelli, nel corso della conferenza stampa di presentazione che si è tenuta ieri a Milano, si è lasciato sfuggire una frase eloquente: «Non nascondo una certa preoccupazione per l’impatto sulla città. Sono tuttavia fiducioso nella nostra capacità di saper organizzare eventi, anche di grandi dimensioni come il concerto di Vasco o il Festival della Filosofia». Ecco il Muzzarelli giocatore di poker che, certo delle carte di Modena, punta con vigore su un nuovo grande evento, che ha come ambizioso obiettivo diventare l’appuntamento numero uno in Italia nel genere. La posta in gioco è alta, ma il piatto, in termini di visibilità e turismo, è imperdibile. Tenendo anche conto che il Motor Show non è in prestito da Bologna: l’accordo è definitivo.



Se storicamente il Motor Show si teneva a inizio dicembre, sotto la Ghirlandina si cambia: l’edizione 2019 è in programma da giovedì 16 a domenica 19 maggio. La maggior parte degli eventi si terrà all’aperto per questo si è scelto il periodo primaverile. Sarà un week end “pieno” dato che per quel sabato è fissata la Notte Bianca. Ma non si tratta di una scelta casuale, perché il sindaco vuole mostrare Modena al meglio.



Accanto a Muzzarelli era presente Antonio Bruzzone, direttore generale di Bologna Fiere (che controlla il 51% di Modena Fiere), ed è stato lui ad annunciare il budget: «Più di 2 milioni di euro solo per la prima edizione. Contiamo di raggiungere il punto di pareggio già il secondo anno». Nell’ultima edizione le cose non erano andate bene: nel 2017 le perdite si erano attestate sul milione e 700mila euro.



Muzzarelli ha assicurato che quelle del territorio, con Ferrari in testa, si sono dette entusiaste e parteciperanno; saranno così coinvolti anche i vari musei dell’automobile. Ora resta il punto interrogativo sulle altre. Se per l’edizione felsinea di dicembre, che non si terrà, avevano dato l’ok 10 marchi (tra cui Peugeot e Fca), per quella geminiana di maggio si dovranno attendere risposte. «Se dà l’ok Ferrari, le altre si accodano», ha rassicurato Muzzarelli. Certo è che da oggi si inizia a lavorare per un nuovo grande obiettivo. Una nuova - imperdibile - scommessa per una città che vuole diventare capitale dei motori. —



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