Gazzetta di Modena

Modena

IL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE 

«Spazi alle ex Fonderie per aule e laboratori Pronti a partecipare»

Stefano Luppi
«Spazi alle ex Fonderie per aule e laboratori Pronti a partecipare»

Il rettore Andrisano rinnova l’interesse a un ruolo dell’Ateneo «Ideale per studi su automotive e intelligenza artificiale»

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«Gli spazi alle ex Fonderie di viale Ciro Menotti restaurate? Certo che siamo favorevoli - commenta il rettore Angelo Andrisano - La nostra università cresce e con essa cresce la necessità di spazi e strutture. Se poi si vorrà realizzare il Dast e quindi puntare sulla innovazione vorrei ricordare che Unimore è capofila di 40 istituti legati alla Intelligenza artificiali. Saremmo quindi ben felici, pensi solo a tutto il lavoro che con l’intelligenza artificiale si sta portando avanti in campo della Guida autonoma».

Il Comune ha candidato il primo stralcio di riqualificazione di questo luogo storico del lavoro, in degrado da trent’anni, al bando regionale sulla “Rigenerazione urbana” con l’obiettivo di ottenere un finanziamento di un milione e mezzo di euro.

Servirebbero per recuperare la Palazzina ex ufficio dove dovrebbe andare la sede dell’Istituto Storico e il presidente degli Amici delle Fonderie, Giorgio Prampolini, chiede anche uno spazio dedicato al lavoro e ai morti del 9 gennaio 1950.

Il progetto, risalente a oltre dieci anni fa, infatti, si inserisce nel cosiddetto Dast, il “Distretto per l’Accelerazione e lo Sviluppo della Tecnologia”, sviluppato attraverso un percorso partecipato che ha visto anche una idea architettonica relativa ai lavori del luogo oggi preda di erbacce e persone poco raccomandabili.

L’università dunque c’è, spiega il rettore.

«Siamo alla ricerca di spazi adeguati alle nostre attuali esigenze - continua il rettore Andrisano - Va ricordato che nei giorni scorsi il fondo statale di finanziamento ordinario ci ha assegnato circa 90 milioni di euro. Siamo in leggera crescita, ma il fondo era calato negli anni di crisi di circa il 12%, grazie ai risultati positivi che abbiamo ottenuto. Dobbiamo ancora fare i conti precisi, ma questi soldi ovviamente servono per tutta una serie di attività, dagli stipendi, alla gestione delle sedi».

« Luoghi come le ex Fonderie - aggiunge - sarebbero utilissimi per la ricerca. Abbiamo trecento ricercatori, ma avendo i docenti molti compiti, il lavoro di base lo portiamo avanti anche con gli assegnisti, i borsisti, i dottori di ricerca, i laureandi. Senza tutti questi colleghi non riusciremmo proprio ad andare avanti con qualità ». —



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