Volumi fluttuanti, kaftani, giacche sartoriali Una femminilità nuova per l’estate 2019
Un settore di 23mila imprese e oltre 90mila addetti. In passerella Alberta Ferretti, Erika Cavallini, Cristiano Burani Blumarine, Ermanno Scervino
MILANO. La filiera della moda dell’Emilia-Romagna comprende un’ ampia gamma di produzioni che coprono l’intera proposta fashion, dal tessile e maglieria, alle confezioni, alle calzature uomo e donna, agli accessori, fino ai macchinari alla produzione, oltre all’ampia componente terziaria, dedicata al commercio e alla distribuzione. Le imprese sono circa 23.000 e i lavoratori oltre 90.000 in calo del 10,4% (circa 10.000 persone) rispetto ai dati di 10 anni fa. Quello della moda, nella nostra regione, è un settore che va assolutamente valorizzato anche in ottica di quanto fatto vedere sulle passerelle milanesi dedicate alle collezioni primavera-estate 2019. La prima a presentarsi davanti alla stampa e ai vip è stata Alberta Ferretti con le sue fanciulle innocenti, ingenue, baciate dal sole che vivono all'aria aperta e indossano abiti dai volumi fluttuanti dai colori che passano dai pastelli del rosa, del celeste e del verde e che culminano nella completezza delle tinte del deserto, con lavorazioni in plissé soleil per abiti lunghi e tuniche corte, ricami a crochet su abiti in chiffon come nel pizzo San Gallo degli abiti e delle tute corte in popeline. È Cadaques la meta del viaggio di Erika Cavallini che veste la sua donna con kaftani e abiti foulard in seta tussah, lana stropicciata, viscosa fiammata, garza metallica, sablè di viscosa, popeline croccante, bourette di seta, jersey crepe e piquet. Trench e cappotti in pelle double, lavorata come morbida seta, laminati e sfoderati hanno catalizzato l'attenzione da Ermanno Scervino che ha fatto sfilare anche giacche sartoriali dai volumi over, maschili. Pizzi, rouches e lavorazioni per un daywear total white di mini abiti e iconiche sottovesti. Stampe grafiche bianche e nere per abiti in crêpe de Chine e piumini over. Tessuti jacquard oro sovratinti per abiti, giacche e pantaloni. Canvas, macramè e maglieria effetto bagnato. Rouches all’uncinetto delineano la silhouette degli abiti da sera in gazar o organza, stretti da cinture che segnano il punto vita. Un cambiamento totale ma ironico e garbato quello di Blumarine che guarda al futuro con gli occhi di una femminilità nuova fatta da capi ispirati all'activewear pur mantenendo i perni attorno ai quali ruota il successo del brand da oltre 40 anni: il romanticismo e la seduzione sofisticata. Cristiano Burani si è ispirato a due dei numeri viaggi che ha intrapreso, con mete diametralmente opposte le cui influenze sono presenti e ben mescolate nei capi portati in passerella: l'Olanda e Los Angeles. Vaporose gonne vengono abbinate ad impalpabili top dal taglio sportivo, abiti aderenti hanno stampe dai colori dei pittori fiamminghi, silhouette ladylike si alternano a volumi streetstyle. Tra rigore e libertà. —
MARIA VITTORIA MELCHIONI.
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