Cna contro Amazon: «Stop a libera vendita dei gas inquinanti»
Colosso portato in tribunale da 18 aziende, una è modenese Nel mirino l’e-commerce di F-gas: «Serve un patentino»
Anche un'impresa modenese tra le diciotto aziende che hanno portato in tribunale Amazon per la libera vendita di gas inquinanti. Questa battaglia legale, che ha il sapore degli scontri epici, più propriamente quello di Davide contro Golia, si deve alla Cna che ha deciso di scendere in campo «per riportare il settore alla piena legalità».
La battaglia dunque avrà inizio l’11 ottobre: presso il tribunale di Roma ci sarà la prima udienza del procedimento che diciotto piccole imprese aderenti alla Cna, tra le quali anche una modenese, hanno avviato contro il colosso Amazon. A loro avviso la piattaforma e-commerce consente e agevola la vendita illegale di F-gas, i gas fluorurati a effetto serra, utilizzati prevalentemente negli impianti di condizionamento dell’aria e nelle pompe di calore.
Questa vicenda coinvolge diversi settori merceologici, fra i quali, termoidraulici, frigoristi, riparatori di elettrodomestici e tutti coloro che trattano o commercializzano impianti che contengono gas fluorurati. «Stiamo parlando - riferisce la Cna modenese - di oltre mille imprese solo nel territorio modenese». La vicenda, a quanto pare, è già nota, vene a galla due anni quando l’inviato di Striscia la Notizia, Jimmy Ghione, dimostrò la totale assenza di controlli acquistando su Amazon un contenitore di F-gas, regolarmente consegnato in 3 giorni. Analogamente, la stessa Cna ha dimostrato che persone non in possesso di certificazione hanno tranquillamente acquistato, sempre tramite Amazon, due contenitori di F-gas da due diversi venditori.
«Alla base del ricorso – afferma Giorgio Falanelli, responsabile delle imprese installatrici e manutentrici di Cna Modena – c’è il rispetto della normativa comunitaria che specifica in maniera incontrovertibile che i gas fluorurati ad effetto serra, possono essere venduti esclusivamente a persone ed imprese in possesso della certificazione F-gas, il cosiddetto patentino del frigorista. Di conseguenza, operare nel settore degli F-gas senza averne titoli e vendere a soggetti privi di patentino rappresenta una violazione della norma e un evidente atto di concorrenza sleale, che determina la possibile creazione di un mercato di fornitori che, a sua volta, concorre illecitamente con quello delle imprese regolarmente certificate».
Secondo la Cna dunque «il rischio di alimentare un “mercato alternativo” è concreto: accanto a quello legittimo degli operatori abilitati, potrebbe sorgerne un altro composto da soggetti senza la necessaria certificazione». È una pratica che le imprese ricorrenti e Cna chiedono di fare cessare al più presto. —
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