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l’annuncio 

Matrimonio Cpl-Coopservice Sfuma il contestato progetto

F.D.

Le due cooperative: «Mancano le condizioni per creare una nuova società» Decisive le analisi dei consulenti, ma anche la base di Concordia non gradiva

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CONCORDIA

Il più importante progetto industriale, in ambito cooperativo, secondo soltanto alla nascita di Coop Alleanza 3.0, non si farà. Cpl e Coopservice non daranno vita ad una nuova società nel settore del facility management (gestione esternalizzata di impianti, servizi e strutture aziendali). Il piano, che i reggiani di Coopservice davano pressoché per scontato, ma che a Concordia aveva diversi oppositori, è sfumato come annunciato in un comunicato congiunto.

«Cpl Concordia Soc. Coop. e Coopservice Soc.Coop.p.A. - si legge - hanno concluso la fase di analisi e studio, condotta con la collaborazione di primari consulenti ed esperti, relativa all’ipotesi di costituzione di una nuova società a partecipazione paritetica nel settore dell’Energy & Facility Management. Il progetto di una Newco è un obiettivo ambizioso, con una complessità tale da richiedere una serie di condizioni specifiche che, allo stato attuale, non si sono verificate. Cpl Concordia e Coopservice hanno pertanto deciso congiuntamente di non proseguire oltre nel progetto e di continuare ad operare autonomamente nel mercato del Facility Management attuando nuove e differenti strategie di crescita e sviluppo».

IL RETROSCENA

Ci sono varie motivazioni che hanno portato soprattutto Cpl a meditare con grande attenzione l’ultimo passo. Non va infatti scordato che la coop di Concordia avrebbe di fatto dovuto abdicare al proprio business principale. La gestione di impianti e servizi vedono la cooperativa del presidente Paolo Barbieri tra i leader italiani. Il discorso non vale invece per Gesta, la società di Coopservice che sarebbe stata conferita nella newco. In compenso i reggiani avrebbero dovuto compensare le competenze di Cpl con un ragguardevole contributo finanziario. Tutti aspetti non secondari nella complessa analisi durata quasi un anno e che non hanno trovato riscontri positivi.

In più c’è da annotare come sia cambiato lo scenario in Cpl, che per anni ha vissuto sul filo del rasoio a causa delle numerose vicende giudiziarie. Il sequestro di 16 milioni di euro per la vicenda del fotovoltaico in Puglia ha mandato in crisi i conti, forse ancora di più rispetto all’interdittiva della white list.

La decisione della Cassazione, che ha ritenuto meritevoli di assoluzione società e manager per il business fotovoltaico ha ridato serenità al colosso di Concordia, che ora guarda con rinnovata fiducia ai propri affari con conti più snelli rispetto ai timori reverenziali degli ultimi anni. In questo contesto non vanno taciute le perplessità che parte della base di Cpl aveva più volte espresso - anche con metodi inconsueti come le lettere anonime - sulle strategie adottate dal vecchio presidente Gori e dai suoi collaboratori.

Perplessità che ora si diradano: Cpl prova a rilanciarsi economicamente e fondando il proprio futuro sulle competenze interne aziendali, non avrà un partner finanziariamente forte come Coopservice, ma trascorre un periodo quantomeno florido dal punto di vista relazionale interno. E poco importa - verrebbe da dire - se è sfumato un matrimonio che avrebbe portato, stando alle stime, un fatturato di 400 milioni nel 2023. —

F.D.

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