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Cadavere ritrovato in mare «Difficile l’analisi del Dna»

S; .A.
Cadavere ritrovato in mare «Difficile l’analisi del Dna»

Accertamento chiave del biologo Ricci per stabilire se il corpo sia di Fogliani «Il lungo periodo in mare ha creato deterioramento del materiale da analizzare»

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Non sarà semplice analizzare il dna prelevato dal corpo ritrovato domenica scorsa da un pescatore milanese, al largo di Deiva Marina, in provincia di La Spezia. Si tratta di un esame decisivo: il genetista forense Ugo Ricci dovrà compararlo con quello di Pietro Fogliani, imprenditore sassolese alla guida della Ceramiche Serra, del quale non si hanno più notizie dal 18 agosto scorso. Il capitano d’industria salpò dalla banchina di Porto Lotti, La Spezia, a bordo della sua imbarcazione che venne ritrovata tre giorni dopo di fronte alla costa livornese.

Ugo Ricci ha ricevuto l’incaricato dell’analisi del dna dalla procura. «La mia costituisce una parte analitica - afferma il biologo fiorentino - Ho 70 giorni di tempo per compiere questo accertamento. Si tratta di un compito molto delicato perché il campione da analizzare non è certo dei più semplici». Ricci allude al lungo periodo in cui il corpo è rimasto in mare. Periodo in cui il dna ha subito inevitabilmente un deterioramento. «Il fatto che il corpo sia rimasto in mare e si sia deteriorato rende più complicato il compito - prosegue il genetista - Gli accertamenti saranno effettuati presso l’Azienda ospedaliero universitaria Careggi di Firenze. Il settore di cui sono responsabile è la Forensic Genetic Unit, laboratorio accreditato per questa prova».

Nei giorni scorsi alcuni familiari di Fogliani hanno fornito alla procura la propria disponibilità alla comparazione del dna, se fosse necessario per sciogliere il nodo che potrebbe portare alla risoluzione del caso.

Non è detto, tuttavia, che questo sia indispensabile, al momento attuale.

«Prima occorre analizzare il campione e verificare le informazioni contenute in esso - continua Ricci - Poi, sulla base delle risposte che otterremo, si guarderà il da farsi. Se sarà necessario, quindi, interpellare familiari per avere ulteriori raffronti».

Il frammento di dna che verrà analizzato dal dottor Ugo Ricci è stato estratto con l’utilizzo di uno spazzolino da denti preso nell’imbarcazione dell’imprenditore.

L’autopsia, eseguita dalla patologa forense Susanna Gamba non ha fatto individuare segni che facciano pensare a ferite provocate da armi da fuoco. L’acqua depositata nei polmoni fa sospettare che la morte sia arrivata per annegamento. Queste le prime indiscrezioni che arrivano dall’autopsia sul corpo ritrovato in avanzato stato di decomposizione.

Esclusa anche l’ipotesi del suicidio. Gli investigatori hanno avviato anche verifiche sugli oggetti trovati in un marsupio sul cadavere rinvenuto nello speccho d’acqua davanti a Deiva Marina. —

S.A.

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