«Chiosco Principe, un abuso come presidio della legalità»
Italia Nostra attacca la novità introdotta dal Comune in piazzale Natale Bruni Confcomemrcio sollecita altre iniziative di questo tipo
«Un edificio abusivo, eretto in uno spazio pubblico inedificabile per insuperabile vincolo di piano regolatore e senza la prescritta autorizzazione della Soprintendenza, neppure richiesta».
A bocciare senza appello il nuovo presidio per la sicurezza istituito dal Comune nel chiosco di viale Caduti in Guerra, di fianco al cinema Principe, è Italia Nostra: «Si tratta di un edificio in cemento armato di quattro moduli, quattro metri per quattro - spiega l’associazione - prototipo di quelli che si volevano ripetere nel Parco della Rimembranza. E dopo la sfortunata esperienza del bar - prosegue Italia Nostra - il Comune ha ricevuto la disponibilità di una struttura che, come facemmo notare a sindaco e soprintendente, ma senza ricevere risposta, avrebbe dovuto essere demolita. Così - conclude l’associazione - per ironia della sorte, sarà un abuso edilizio a presidiare la legalità…». Non la pensa così l’associazione Confcommercio Modena: «Il progetto darà i propri frutti - commenta il presidente Massimo Malpighi - in particolare sul fronte di un maggiore presidio di sicurezza e come deterrente rispetto al perpetrarsi di reati. Se così sarà, chiederemo ufficialmente che si intraprendano analoghe iniziative in una serie di punti della città». Il presidente di Confcommercio Modena fa quindi notare che «Novi sad, viale delle Rimembranze, vari parchi cittadini e l’area attorno alla stazione ferroviaria, solo per citare gli esempi più eclatanti, continuano ad essere frequentati da balordi e teatro di episodi di microcriminalità, nonostante gli sforzi messi in campo dalle forze dell’ordine e dalla municipale: noi crediamo quindi che, se la sperimentazione del chiosco dovesse funzionare, sarebbe necessario mettere in atto un piano per restituire sicurezza anche alle aree citate. Appare importante, anche per rendere la città più accogliente nei confronti di visitatori sempre più numerosi che qui approdano - conclude Malpighi - ripristinare strutturalmente e definitivamente le condizioni di vivibilità e sicurezza in diverse aree della città». —
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