Ecco l’arepa, molto più di un semplice panino
È tipico del Venezuela. Come per noi la pizza. Fatto con la farina di mais e poi farcito con carne, formaggio o verdure
Se in Italia non possiamo fare a meno della pizza, in Venezuela è l’arepa la pietanza che si può trovare e gustare dappertutto, proprio come la nostra amata pizza.
Si tratta di un panino fatto con farina di mais e cotto di solito sulla piastra (si può trovare anche fritto) che viene successivamente farcito con quello che si vuole. Dalla carne di manzo a quella di pollo, dal maiale alle verdure, fino ai formaggi.
Se in Italia andiamo in pizzeria per gustare una bella pizza fragrante, in Venezuela si va all’arepera, dove si può assaporare questa deliziosa pietanza in tantissime versioni. Simbolo culinario del Venezuela, l’arepa è diventata negli anni non solo il biglietto da visita di questo Paese, esportata in tutto il mondo, ma anche un cibo che avvicina le persone, sedute al tavolino di un’arepera a gustarsi questo bel panino farcito oppure in versione street food, per strada mentre si passeggia.
Molti consigli sulla preparazione e sulla storia dell’arepa ce li hanno forniti le sorelle Yleana e Carmen che gestiscono l’arepera e pizzeria “Pepa l’arepa” a Modena: «Si utilizza la farina di mais - spiegano le sorelle - alla quale si aggiunge acqua, olio di girasole e sale. Un tempo il processo era lungo e molto faticoso, oggi invece la farina precotta permette di velocizzare i tempi. Dopo aver impastato, si preparano delle palline che vengono schiacciate per creare dei dischi che vengono poi cotti sulla piastra e successivamente farciti. Anche la scelta dei formaggi ricade su due tipi di solito: formaggio olandese Edamer e il formaggio bianco di latte di mucca». Tra le versioni dell’arepa che si possono trovare c’è la “Pabeyon” con maiale, oppure manzo o pollo a scelta. Alla carne poi si aggiunge i fagioli neri, formaggio bianco e platano fritto, un frutto parente della banana che viene utilizzato parecchio e in varie versioni nella cucina venezuelana. «Questa versione piace molto anche ai modenesi perché include quasi tutti i nostri sapori tipici ed è molto gustosa».
La tradizione prevede anche una versione dell’arepa con pollo o manzo “meciado”, fatto cioè a straccetti con l’aggiunta di pomodoro, aglio, peperoni e cumino, una spezia molto usata nella cucina venezuelana, accompagnata da formaggio Edamer. Una vera tradizione in Venezuela e il panino non fa da sfondo solo a serata con amici o in famiglia, ma si mangia anche a colazione oppure a pranzo. Si può trovare anche nelle mense scolastiche e per un pranzo veloce in molti optano per una bella arepa farcita.
Yleana e Carmen ricordano l’odore delle arepas sulla piastra fin da bambine, quando in casa non mancava mai una bella arepa che riuniva tutta la famiglia e ancora oggi è tradizione regalare agli sposi una piastra per le arepas, la “budare”.
«Ogni donna ha in casa la piastra - continua Yleana - e si utilizza solo per fare le arepas, in Venezuela tutti ce l’hanno. Più si usa, più le arepas sono ottime. Mia madre per esempio, ne possiede una da sessant’anni».
Ovviamente ogni zona del Venezuela ha la propria variante, la classica è alla piastra ma si possono trovare anche varianti fritte, ma sempre in versione panino, da street food. Si possono aggiungere anche varie salse, prima fra tutte la Guacamole in versione venezuelana, con frullato di avocado, pomodoro, prezzemolo, cipolla, limone, aceto, pepe, zucchero, sale, olio extravergine. —
SERENA FREGNI
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